La Finanza sequestra capi d’abbigliamento e li dona alla Caritas
Si tratta di oltre 7.000 articoli con il marchio contraffatto Tolte le etichette, ora saranno distribuiti ai più bisognosi
REGGIO EMILIA. Grazie al comando provinciale della Guardia di Finanza, per qualcuno le feste natalizie, e non solo quelle, saranno un po’ più “calde”. Sulla pelle e dentro il cuore. Perché dai magazzini della depositeria comunale della Finanza, alla volta della Caritas, sono partiti pacchi di Natale molto speciali. All’interno, oltre 7.000 capi di vestiario fra maglie, giubbotti e pantaloni. Capi provenienti da attività di sequestro e successiva confisca per “contraffazione dei marchi”, che verrebbero normalmente destinati alla distruzione ma che in questo caso sono stati donati alla Caritas che provvederà a distribuirli a chi ne ha più bisogno.
«Abbiamo chiesto l’autorizzazione alla magistratura - spiega il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Ippazio Bleve - di donare in beneficenza parte della merce sequestrata e il nulla osta, essendoci tutti i presupposti richiesti, è subito arrivato. Penso che sia necessario, più che mai in questo momento, essere vicini a chi ha bisogno. Perché ci sono tante persone che soffrono... ma qualcuna più delle altre. Anche i piccoli gesti servono». Per ottenere il nulla osta, trattandosi di capi sequestrati a venditori abusivi, sugli abiti è stato necessario un lavoro certosino di smarchiatura.
Perché il rischio, come ci spiega il comandante della Finanza, è che «quella stessa merce possa essere utilizzata per i medesimi scopi a causa dei quali era stata sequestrata». Tradotto, c’è sempre la possibilità di “dare lavoro” a nuovi abusivi. Quindi a tutti gli articoli donati alla Caritas sono state tolte innanzitutto le etichette in modo che il maglione griffato diventasse completamente anonimo e non riconoscibile. E nel caso gli abiti avessero, oltre all’etichetta, qualche chiaro riferimento alla griffe (disegni, ricami o stemmi) quegli stessi abiti non sono stati donati. Da parte sua, la Caritas ha apprezzato la sensibilità dimostrata dai militari della Guardia di finanza attraverso questo dono, «ancora più significativo in questa cornice di festività natalizie».
Una bella notizia di Natale che ci fa correre la mente ai recenti scontri tra abusivi e forze dell’ordine avvenuti in occasione della festa del patrono. Con tanto di polemiche relative al mancato sequestro della merce esposta in bella vista e in quantità anche sul sagrato del duomo e davanti all’ingresso del municipio.E se è vero che non basta un sequestro se pure massiccio di merce contraffatta per mettere la parola fine al commercio abusivo, è altrettanto vero che quella merce, o parte di essa, può ritrovare una nuova vita e soprattutto servire per rendere un briciolo meno disperata la vita di tante persone bisognose che vivono nella nostra città. Il dono della Guardia di Finanza alla Caritas significa anche questo. Ed è un gesto che, nei limiti consentiti dalla legge, sarebbe bello vedere replicato. Perché non è poi così difficile ottenere il nulla osta dalla magistratura.
Quando infatti gli oggetti sequestrati e poi confiscati possono essere di pubblica utilità, e le forze dell’ordine ne fanno richiesta, la distruzione può essere evitata grazie alla revoca della confisca. A Reggio è successo qualche tempo fa anche con una partita di prosciutti donati alla Mensa del Vescovo.
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