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No all’ordinanza anti-botti ok ai “fuochi” del Comune

di Miriam Figliuolo
No all’ordinanza anti-botti ok ai “fuochi” del Comune

L’annuncio durante la presentazione degli eventi organizzati per il 31 dicembre «La scelta più equilibrata» secondo la Maramotti. Sel e M5s sulle barricate

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REGGIO EMILIA. Nessuna ordinanza anti-botto. La decisione è stata presa dal sindaco Luca Vecchi in persona. Così ha spiegato ieri l’assessore alla Città storica Natalia Maramotti, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento organizzato dal Comune in collaborazione con Arci Reggio Emilia, per il Capodanno in piazza Martiri del 7 luglio.

«Facciamo affidamento sul senso di responsabilità dimostrato negli anni scorsi dai cittadini – ha proseguito la Maramotti – Non si ha memoria storica infatti di lesioni provocate dall’uso di fuochi artificiali, di tipo legittimo, nella nostra città. Inviteremo dunque ancora alla responsabilità».

L’assessore ha ricordato che esiste già un divieto in questo senso. «L’articolo 17 del regolamento di polizia municipale – ha detto – vieta l’uso diffuso di questi dispositivi, se non in circostanze particolari, come questa del Capodanno».

La linea adottata dall’amministrazione locale secondo la Maramotti, che la definisce «frutto di un contemperamento di interessi», segue «l’indirizzo più equilibrato», che sarà adottato «in prevalenza nella nostra provincia».

A chi paventa il disturbo e la sofferenza provocata dai botti agli animali risponde. «Ne ho esperienza personale, avendo un cane. Anche i bambini possono essere molto spaventati. La responsabilità sta negli adulti che sono tenuti a rassicurarli. Confidiamo dunque che non vi siano abbandoni di animali. Siamo e saremo molto attenti anche su questo. Per il resto, si tratta di un disagio momentaneo: i giochi pirotecnici di Capodanno dureranno dieci minuti. Questo anche per una scelta legata ai costi, che non sono modesti».

Quella dei fuochi d’artificio a sottolineare lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, in piazza Martiri del 7 luglio, è stata una scelta ben precisa. «Si tratta di uno spettacolo ormai entrato nella tradizione e per un motivo. Il fuoco e la luce hanno un valore simbolico, quasi catartico: aprono alla speranza verso il futuro e chiudono un periodo che potrebbe non essere stato positivo per tutti».

Insieme ai fuochi la musica, quella coinvolgente e «solare», come l’ha definita Stefano Bertani, vicepresidente Arci Reggio Emilia, dell’Officina del Battagliero, in concerto in piazza a partire dalle 23 – poco dopo il termine dello spettacolo in programma al Teatro Valli con Antonio Guidetti. Anche questa legata profondamente alla tradizione. L’obiettivo è di richiamare in piazza un gran numero di persone che «qui si sentano a casa» e di «creare un legame non escludente con il territorio», dice la Maramotti.

Ma le reazioni di protesta alle sue dichiarazioni non tardano ad arrivare. Sono quelle di Sel e del Movimento 5 stelle. Paola Soragni (M5s) annuncia un ordine del giorno per vietare i botti: «Mentre in Comuni di tutta Italia sono scattate ordinanze che vietano l’uso di giochi pirotecnici, il nostro Comune ha deciso di fare l’opposto. L'Assessora Natalia Maramotti, dagli abusivi, ai botti, ha un’idea tutta sua della sicurezza». Cosimo Pederzoli, coordinatore circolo Sel Loukanikos, che con la Lav Reggio Emilia aveva presenta un’interpellanza per il divieto, calca la mano: «Nessuna motivazione tecnica, nessun confronto politico», dalla Maramotti solo «una valutazione di bassa qualità»; «per salvaguardare le nostre tradizioni – ironizza – invitiamo l'amministrazione a tutelare biancheria intima color rosso e lenticchie autoctone».

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