Passo indietro della Corghi Al referendum vincono i sì
Correggio: arriva il via libera dell’azienda alla mobilità volontaria incentivata Il piano presentato dalla Fiom ai lavoratori incassa 248 voti favorevoli su 291
CORREGGIO. La spada di Damocle della mobilità unilaterale è stata sostituita dalla possibile mobilità volontaria, che potrebbe essere accompagnata da incentivi: questo lo stato della trattativa delicatissima che si sta svolgendo alla Corghi. Contemporaneamente, l’esito del referendum ha visto votare a larga maggioranza la possibilità di decidere entro il 2016 se usufruire dell’ammortizzatore sociale. Questo l’esito delle consultazioni che si sono svolte giovedì e ieri e che hanno coinvolto i lavoratori, chiamati a scegliere se fossero d’accordo con il piano presentato dalla Fiom che prevede, appunto, l’opportunità di optare per la mobilità volontaria. Il sì ha dominato. Se avesse vinto il no il percorso di trattativa avrebbe dovuto essere ricostruito.
Al referendum hanno votato 291 lavoratori, di cui 248 favorevoli, 38 contrari, 4 schede bianche e una nulla. L’azienda, contestualmente, ha diramato un comunicato in cui dice che se un lavoratore andrà in mobilità volontaria incentivata dovrà accordarsi con l’ufficio delle risorse umane. Lunedì la trattativa riprenderà e sarà chiusa entro l’anno.
La mobilità unilaterale era arrivata come una doccia fredda qualche settimana fa alla rappresentanza sindacale unitaria, ed era riferita a 54 lavoratori negli stabilimenti correggesi del gruppo Corghi. La notizia era stata data tramite lettera, nonostante la rsu avesse richiesto esplicitamente alla proprietà che non venisse adottato il provvedimento. La mobilità unilaterale era entrata in vigore per 54 dipendenti, di cui 48 operai e 5 impiegati e ha scatenato l’immediata reazione dei lavoratori che hanno messo in campo un’intensa stagione di scioperi a singhiozzo.
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