La discarica non chiude Ancora spazio per i rifiuti
Novellara: il consiglio comunale fa slittare lo smaltimento gestito dalla Sabar Riconosciuti i meriti del direttore dell’impianto Mirco Marastoni: va in pensione
NOVELLARA. In considerazione del fatto che gli spazi diponibili per lo smaltimento dei rifiuti nella discarica posta nel territorio del Comune di Novellara – in via Levata – non sono ancora esauriti, il consiglio comunale di Novellara ha deliberato di prorogare la chiusura dell'impianto, prevista per il prossimo 31 dicembre, di altri due o tre anni.
Un periodo al momento non definibile con precisione, perché dipendente anche dalle scelte provinciali e regionali. A questo scopo sono stati confermati i rapporti già esistenti fra i Comuni della Bassa Reggiana e la Sabar spa, la società ad intero capitale pubblico appartenente agli stessi Comuni (Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo). Per cui anche i cinquant'anni previsti per la gestione “post mortem” dell'impianto inizieranno a decorrere dalla data di effettiva cessazione dell'attività. Prima dell'inizio del seduta, la sindaca Elena Carletti ha voluto ringraziare pubblicamente Mirco Marastoni, direttore della Sabar per oltre 21 anni, che andrà in pensione a fine anno: può essere considerato il principale artefice di una esperienza che negli anni ha ottenuto i maggiori riconoscimenti, a livello europeo, per l'eccellenza nella gestione ambientale e per l'organizzazione di un impianto fra i più qualificati del suo genere. Per anni considerato un fiore all'occhiello delle Amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, nonostante i periodici attacchi di matrice politica. L'impianto nasce nel 1983, come concretizzazione di una scelta di civiltà. Prima di allora il Comune di Novellara scaricava i rifiuti in una fossa generica scavata nelle Valli, e anche gli altri Comuni della Bassa in luoghi inadatti e inquinanti. Dal 1983 al 1994 la gestione fu affidata al Comune di Novellara, con il tecnico Gabriele Bertozzi come di direttore. La Sabar (Servizi ambientali bassa reggiana), con Mirco Marastoni direttore, ha cominciato ad operare nell'ottobre del 1994. Puntando subito su un progetto di raccolta differenziata. Nel 1996 è stata anche realizzata una centrale di cogenerazione, con l'impiego del biogas per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento di alcune serre destinate alla produzione di piante e fiori, affidate alla cooperativa sociale Il Bettolino. L'organizzazione delle stazioni ecologiche attrezzate risale agli anni fra il 1998 e il 2000. Da subito è stato dato impulso ad azioni di sensibilizzazione nel confronti dei giovani, elaborando con la scuola un “Progetto ambiente”. Inizialmente sulle parti esaurite della discarica venivano messe a dimora piante diverse; successivamente invece le stesse sono state ricoperte con impianti fotovoltaici. Attualmente è l'unico impianto per la smaltimento dei rifiuti rimasto in provincia. Giovedì sera, in sala del consiglio, Marastoni ha brevemente ricordato le eccellenze della Sabar e si è detto soddisfatto di lasciare ai nuovi dirigenti una strutture ben organizzata e economicamente solida. A festeggiarlo erano presenti anche i due ex sindaci che con lui hanno condiviso l'avventura della Sabar: Fabrizio Camellini e Sergio Calzari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
