Rimborsi sospetti, chiuse le indagini per 23 leghisti
Reggio Emilia, l’inchiesta era stata aperta a marzo e aveva 48 indagati: sotto la lente del pm Pigozzi 200 mila euro del partito dal 2009 al 2012
REGGIO EMILIA. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Reggio e coordinate dal pm Stefania Pigozzi relative alle “spese pazze” o meglio dei “rimborsi sospetti” della Lega Nord di Reggio, sono state chiuse per 23 indagati sui 48 totali.
L’inchiesta, che era partita nel marzo scorso, ipotizzava il reato di appropriazione indebita aggravata nei confronti di quasi tutti i leghisti reggiani per una somma di oltre 200 mila euro relativamente agli anni che vanno dal 2009 al 2012.
Stralciata la posizione di Gabriele Fossa e di altri leghisti meno noti, restano tra l’altro indagati il cassiere Gianfranco Barigazzi, Giacomo Giovannini, Angelo Alessandri, Franco Spadoni, Fabio Ferrari, Marco Lusetti, Fabio Rainieri.
Il neo segretario regionale della Lega Nord, Gianluca Vinci, che difende gran parte degli indagati, non è sorpreso da questo primo risultato delle indagini. «Ci stiamo finalmente avvicinando alla verità - spiega Vinci - ci saranno altri interrogatori e il pm Pigozzi potrebbe anche decidere di fermarsi lì. Noi siamo assolutamente sereni. Carte alla mano non vedo proprio come potrebbe andare diversamente. Non si parla di spese pazze, ma di rimborsi del tutto regolari. Si parla di soldi appartenenti al partito e derivanti da tesseramenti e donazioni di tesserati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
