Un parco per dire “no” al terrorismo
Correggio: inaugurata l’area verde di via don Minzoni. Il sindaco: «Vogliamo promuovere la pace»
CORREGGIO. È partita con le note dell’inno alla gioia suonate dalla banda cittadina, l’intitolazione ufficiale dell’area verde in via don Minzoni, a fianco dell’hotel President che da ieri mattina si chiama “Parco Diritto alla Pace - In ricordo delle vittime di ogni forma di terrorismo”.
Si tratta della seconda iniziativa di questo tipo che l’amministrazione correggese promuove a seguito di fatti di terrorismo che hanno scosso l’opinione pubblica, come sono stati gli attacchi a Parigi di quest’anno.
Numerosi i cittadini che hanno preso parte, insieme al sindaco Ilenia Malavasi, alla giunta, al prefetto Raffaele Ruberto, e ad una rappresentanza delle scuole correggesi all’intitolazione.
«Dopo gli attentati a Parigi abbiamo ricevuto diverse sollecitazioni da parte della cittadinanza per prendere posizione e promuovere iniziative di sostegno alle vittime e contro il terrorismo internazionale – ha commentato il sindaco, Ilenia Malavasi – ne abbiamo discusso anche in consiglio comunale e questa attenzione ha portato all’attivazione di un tavolo di lavoro, molto partecipato, che ha coinvolto scuole, sindacati, associazioni e rappresentanti del Terzo Settore e che ha prodotto due risultati: da un lato è stata espressa la volontà di mantenere attivo il tavolo di confronto anche in futuro, proprio per l’importanza che i temi legati alla pace, alla sicurezza, all’inclusione, all’accoglienza e alla lotta ad ogni forma di terrorismo e di estremismo hanno per tutti noi; dall’altro abbiamo pensato di organizzare un’iniziativa che, per quanto simbolica come l’intitolazione di un’area verde, promuovesse la pace». Durante l’appuntamento le diverse classi delle scuole della città si sono esibite in più performance.
Gli studenti del liceo San Tommaso hanno rievocato una rappresentazione della prima Guerra Mondiale. Durante la mattinata sono stati ringraziati anche i volontari che in questi anni si sono presi cura dell’area verde e ha preso la parola anche Farouk Massoudi, di origine pakistana, il quale ha ottenuto da due giorni la cittadinanza italiana. Fragoroso applauso per Farouk quando ha sottolineato che «come comunità musulmana abbiamo il dovere civile e religioso di condannare il terrorismo senza se e senza ma».
Diversi anche gli esponenti dell’associazione islamica Assalam. A margine dell’incontro, il prefetto Ruberto ha rimarcato la «strategia di visibilità delle divise in particolari occasioni. La migliore difesa dal terrorismo è la riappropriazione da parte dei cittadini di spazi pubblici come questo».
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