La “predica” di una giovane musulmana in chiesa a Fabbrico
Le parole di Anica alla fine della messa: «Cercando ciò che ci unisce, più di ciò che ci differenzia, possiamo costruire la pace. Cristiani e musulmani uniti da Gesù»
FABBRICO. In un momento storico costellato di fragili equilibri e di eventi drammatici, occasioni di dialogo come quello avvenuto domenica 20 proiettano una luce di speranza.
Al termine della messa, Anica, appartenente alla comunità musulmana di Fabbrico, ha evidenziato gli elementi che accomunano le due religioni: «Solo cercando ciò che ci unisce più di quello che ci differenzia possiamo costruire un cammino di pace».
Nel dialogo successivo è emerso ciò che ognuno desidera per sé e per i propri cari: una vita serena, ricca di affetti e amicizie, di studio, lavoro e rispetto reciproco. Questo può essere concretizzato guardando l'altro senza ostilità, come a una persona che ha i propri sogni e le proprie aspirazioni. A conclusione del suo breve intervento, Anica ha invitato i presenti e i passanti a gustare tè e riso caldo per augurare buon Natale ai fabbricesi.
Questa la lettera letta in chiesa da Anica: «Penso che quello di realizzare un'umanità intera senza divisioni, senza differenze, sia veramente un imperativo etico che viene sia dal Vangelo che dal Corano, perché dopo tutto ciò di sbagliato che sta accadendo intorno a noi, ci sono ancora persone di buona volontà che invece di generare conflitti hanno deciso che forse va bene dare avvio ad opportunità che ci consentono di conoscerci; per scoprire le radici comuni, per scoprire i motivi per cui musulmani e cristiani e anche tutti gli altri credenti non possono essere in conflitto tra di loro, perché questo disattende la loro vocazione di credenti. Perché si comincia con credere in Dio, la religione ci porta ad adorare Dio, ma poi si finisce con lo scoprire che per amare Dio dobbiamo contemplarlo nel volto di ogni uomo, e tutto ciò ci porta a capire che sono più le cose chi ci uniscono che le cose che ci dividono. Tra queste bellissime cose che ci uniscono, abbiamo la fede in Gesù Cristo, figlio della Vergine Maria. Perché io come musulmana, e tutti i musulmani in genere, crediamo che Gesù sia stato uno dei più potenti messaggeri di Dio, crediamo nella sua nascita miracolosa, crediamo che fosse il Messia e crediamo che abbia ridato la vita ai morti e guarito i ciechi con l’aiuto di Dio. Per molti cristiani sarà sorprendente scoprire che la storia della Vergine Maria e Gesù Cristo è citata nel Corano. Il Corano racconta la vita della Vergine Maria: dalla sua nascita alla sua infanzia nel tempio di Salomone, e a come fu madre di Gesù Cristo.Il Corano ingiunge ai musulmani di rispettare e onorare la Vergine Maria, considerata la donna più pura dell'universo, e di rispettare e onorare Gesù Cristo, e di aspettare la sua seconda venuta. Tra i versi del Corano abbiamo un verso che dice chiaramente: "Nessun musulmano è considerato musulmano se non crede in Gesù, messaggero di Dio". In nome di questi valori che ci accomunano vi invitiamo a festeggiare questo momento di convivialità insieme. In anticipo, Buon Natale a tutti!».
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