Natività multietnica nel loggiato di Broletto
“Statuine” giganti augurano dall’alto la pace in arabo, ucraino e cinese Grande successo per il presepe vivente davanti alla chiesa di San Prospero
REGGIO EMILIA. I personaggi della Natività giganteggiano, quest’anno per la prima volta, anche nel suggestivo loggiato di Broletto, quale muta richiesta di pace per l’umanità con l’augurio di pace in arabo, ucraino, cinese. E a quanti operano per la pace questo presepe è dedicato dall’Ufficio beni culturali che, oltre al presepe di Broletto, ha ideato anche la porta aperta sulla mangiatoia allestita nella cripta del duomo e il presepe che si trova nel cortile del Museo diocesano, donato nel 2008 da Anna Maria Ternelli Gerra. Tre allestimenti in luoghi emblematici del complesso episcopale, a celebrare plasticamente questo Natale.
Ma in città quest’anno non sono mancati neppure i presepi viventi. Il primo portato in scena nel tardo pomeriggio di sabato sul sagrato della chiesa in San Pietro, in via Emilia, il secondo altrettanto emozionante che si è andato a comporre ieri davanti alla basilica di San Prospero, nell’omonima piazza, davanti a un “pubblico” incuriosito e attento.
E sempre ieri, alla galleria Parmeggiani è tornato il Presepe Napoletano dedicato alla Madonna Nera di Montevergine (Avellino). L'opera fa parte di un trittico che comprende altri due Presepi: la Madonna Partoriente e la Madonna che Allatta. Sono degli ovali di 18 metri quadrati ciascuno le cui scene sono visibili a 360 gradi. Salvatore Carulli ne è l'autore e l' associazione Amici del Presepe Napoletano del Settecento "Alfonso Carulli" ne curano e gestiscono le opere. Il presepe si potrà visitare fino al prossimo 24 gennaio.
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