Gazzetta di Reggio

Reggio

Futuro economico incerto i reggiani “pensano ai figli”

Futuro economico incerto i reggiani “pensano ai figli”

Secondo Unipol-Sai un quarto dei cittadini lotta per mantenere il tenore di vita L’obiettivo principale è aiutare i familiari in caso di bisogno data la crisi in corso

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Futuro economico incerto (18%), desiderio di poter mantenere l’attuale tenore di vita (25%) ma anche poter continuare ad aiutare i figli in caso di bisogno (13%); consapevolezza degli strumenti di risparmio disponibili (la classica pensione in testa con il 71%) e delle figure professionali a cui rivolgersi (67%). Sono questi i risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio UnipolSai 2015, affidata a Nextplora che ha analizzato sensazioni e attese dei reggiani legate al risparmio e rilasciati da Unipol-Sai.

Il quadro che emerge è dettato dal vissuto della crisi economica, la quale rimane impressa nella mente dei reggiani anche alla luce dei primi segnali di ripresa. Lo scenario nazionale migliora. I reggiani tuttavia sembrano essere ancora cauti: un 18% afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno, un altro 52% del campione è convinto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi e avremo meno soldi a disposizione. C’è poi chi non è del tutto d’accordo e vede un futuro più sereno e in discesa con un po’ di attenzione al risparmio (14%). C’è infine chi è convinto che oltre allo Stato bisognerà pensare in prima persona mettendo da parte capitale e utilizzando forme di risparmio private (17%).

Per il futuro i reggiani mostrano di avere le idee ben chiare: attraverso le forme di risparmio attivabili oggi il desiderio più inseguito risulta essere il poter mantenere l’attuale tenore di vita (25%) o perlomeno che sia sufficiente anche se inferiore all’attuale (11%) ma con uno sguardo costante sulla famiglia: il 13% infatti desidera poter continuare ad aiutare i figli in caso di necessità, il 30% vorrebbe non gravare su di loro quando aumenterà il bisogno di cure mediche e assistenza sanitaria mentre ad un 4% piacerebbe poter non vendere gli immobili per poter lasciare la casa ai figli.

Le forme di risparmio conosciute vanno dalla classica pensione (71%) ai fondi pensione (50%), passando per i piani pensionistici individuali (41%) e i fondi di investimento (36%). Chiudono il quadro generale l’acquisto di immobili (25%) e i conti deposito (20%). Gli investitori reggiani si affidano principalmente alla propria banca (39%) o al proprio agente assicurativo (28%) per informarsi mentre il 20% si affida anche a internet.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google