Niente neve, gli operatori «E’ una calamità naturale»
Collagna: richiesta da parte della Federfuni, l’associazione degli impianti da sci Ferretti: «Situazione estremamente grave per impiantisti, hotel e commercio»
COLLAGNA. «Anche noi, assieme alla federazione regionale Emilia Romagna, aderiremo alla richiesta di calamità naturale che Federfuni sta portando avanti in tutte le regioni a statuto ordinario dell’arco alpino. Non si può certo sostenere che l’attuale situazione sia nella norma, e le ricadute negative non sono soltanto per gli operatori del settore». Sono parole di Enrico Ferretti, consigliere con la delega al turismo del Comune di Collagna, in cui si trova la principale stazione sciistica reggiana, Cerreto Laghi, dove peraltro Ferretti lavora anche come maestro di sci. E davvero la situazione delle precipitazioni nevose (ma non solo) sta creando un quadro allarmante in tutto il Nord Italia. Federfuni, l’associazione che raggruppa gli operatori degli impianti di risalita, sta portando avanti le pratiche per la richiesta di calamità naturale in Veneto, Lombardia e Piemonte per le piste che sono in molti casi impraticabili, in altri sull’arco alpino aperte solo grazie all’innevamento artificiale, che ha costi elevatissimi.
Federfuni Italia, associazione degli impiantisti che gestiscono il trasporto a fune su concessione, ha illustrato in una nota le motivazioni di questa richiesta: «La situazione è estremamente grave sia per gli impiantisti, alle prese con grosse difficoltà economico-finanziarie, sia per tutto l’indotto, dalle attività alberghiere a quelle commerciali, ai maestri di sci. Per non dire dei dipendenti del settore, stagionali e non, per i quali dovranno essere attivati i provvedimenti inerenti l’introduzione di ammortizzatori sociali».
«Se la situazione è drammatica sulle Alpi – dice Ferretti – per l’Appennino è anche peggio. Qui a Cerreto non abbiamo nemmeno le condizioni per provare ad azionare l’innevamento artificiale: c’è un fenomeno di inversione termica per cui in questi giorni ci sono temperature più elevate da noi che in pianura. La settimana scorsa al Cimone hanno registrato 13 gradi. Non si tratta solo di un allarme socio-economico: siamo di fronte anche ad un quadro di grave siccità. Il fiume Po è ai livelli minimi, quelli che solitamente si registrano nel pieno dell’estate. Ho già avuto modo di parlare con il responsabile di Federfuni Emilia Romagna, Luigi Quattrini, che intende sostenere la richiesta cui stanno già lavorando le regioni dell’arco alpino, e anche come Comune di Collagna avanzeremo questa richiesta». Non è la prima volta che a Cerreto Laghi non c’è neve per Natale, ma quest’anno la mancanza si aggiunge a un autunno che è stato tra i più caldi di sempre, e con pochissime precipitazioni, e anche le prospettive per le prossime settimane sono al momento di una stabilità che mai come in questo caso non è sinonimo di tranquillità, ma il contrario: «Sto tenendo sotto osservazione l’evoluzione e gli spostamenti delle masse d’aria – conclude Ferretti – e sembra che, al di là di qualche possibile precipitazione molto passeggera, questo anticiclone resterà fino a metà gennaio». L’unica attività invernale che resta disponibile a Cerreto Laghi è il pattinaggio sul ghiaccio. Il palaghiaccio dal 26 dicembre al 6 gennaio sarà aperto tutti i giorni con orario 10-12 e 14.30-19; il 25 dicembre dalle 15 alle 19, il primo gennaio dalle 14.30 alle 19.
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