Successo di pubblico per il presepe vivente in centro a Carpineti
Più di trecento abitanti protagonisti della manifestazione Tanti visitatori per una giornata all’insegna della tradizione
CARPINETI. Un giorno di ottocento anni fa, con migliaia di occhi ad ammirarlo. Si è chiuso con una notevolissima affluenza di pubblico il primo presepe vivente di Carpineti, ospitato domenica nel centro del paese appenninico con la partecipazione di oltre 300 fra comparse e volontari e molte centinaia di visitatori da mattina a sera. Una prima volta ispirata al medioevo che per mesi ha coinvolto gli abitanti per l’organizzazione, la pianificazione dei costumi e della disposizione degli spazi, sino al momento del collaudo, andato perfettamente.
“Carpineti anno domini 1223”, era ispirata alla prima natività vivente di cui si abbia memoria, allestita nel 1223 da San Francesco d’Assisi a Greccio, in Umbria. È iniziata già dalle 9 con tutto il centro invaso dagli stand di prodotti agro-alimentari del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e da quelli del mercatino dell’artigianato, oltre ai banchetti dove gli esperti volontari della zona hanno preparato diversi piatti tipici invernali. Non mancava nulla, dai tortellini di castagna alle frittelle di mele, dal vin brulée alle mondine (il nome dialettale delle caldarroste, preparate in un enorme padellone a fuoco lento sistemato nel centro della piazza, così da permettere a tutti, soprattutto ai bambini, di ammirare il “rito”).
Tanto spazio ha avuto anche il savurett, un’altra specialità appenninica, una confettura ottenuta dalla bollitura di pere e mele usata per i dolci così come condimento per i secondi. Al centro della giornata, però, per una volta non c’era il cibo ma la storia. L’intera “Carpineti vecchia”, con tutte le sue viuzze, le aie e le piazzette piene di casette, di banchetti, di postazioni assortite dove gli oltre duecento figuranti in costume – organizzati dal gruppo di rievocazioni storiche Il Melograno – hanno messo in scena una trentina di scene di vita medievale e contadina. Un’attrazione notevole per chi da mezza provincia ha raggiunto Carpineti, complice la bella giornata di sole che invitava a una gita fuori porta.
I bambini in particolare hanno apprezzato i costumi e le animazioni di pratiche artigianali che per loro arrivano davvero da un altro mondo. Tantissimi abitanti si sono prestati al gioco impersonando i vari ruoli, in alcuni casi seguendo le proprie inclinazioni: a fare i falegnami e i fabbri c’erano persone che per una vita hanno lavorato in questi settori, e molti degli osti e dei mescitori hanno una lunga esperienza alle spalle come bevitori, certo, ma anche come baristi.
Il momento principale è arrivato nel pomeriggio con la natività vera e propria, chiamata “In viaggio con Francesco per adorare colui che è nato”, con altre decine di attori di varia età a ritrovarsi in piazza Matilde di Canossa, scelta come teatro all’aria aperta. Delle giovani comparse sono scese dalle varie scene allestiste lungo il percorso costruito nel centro del paese, accompagnate dai canti antichi intonati dalla corale San Prospero, che raduna le voci delle varie parrocchie carpinetane.
Una volta completato il raduno in piazza, tutti i protagonisti sono saliti sul palco già illuminato per la rappresentazione del presepe. Davanti a loro, un folto pubblico folto che poi si è riversato nei bar e nei locali della zona per gli ultimi saluti, dopo averli collaudati a pranzo: per la giornata speciale, tutti i ristoranti hanno proposto menù particolari a prezzo fisso, piuttosto apprezzati dagli ospiti.
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