Svuotata la cassaforte della parrocchia di Arceto
Scandiano: banda di ladri entra in canonica poi nello studio di don Davoli. Con un flessibile sventrano il forziere e arraffano le offerte dei fedeli: bottino di 600 euro
SCANDIANO. Oltre seicento euro di offerte rubati dalla cassaforte della canonica. Non è stata una domenica prenatalizia felice per la parrocchia di Arceto e per don Angelo Davoli, parroco di Arceto e Cacciola, segnata da un’effrazione dei ladri che, armati di flessibile, hanno distrutto la cassaforte dove il sacerdote aveva messo i soldi delle offerte raccolte durante le messe domenicali o frutto di donazioni private. Gli autori hanno preparato il colpo con cura, forse già conoscendo gli spazi parrocchiali arcetani di via Pagliani 13.
Verso le 18 don Davoli è uscito dalla canonica abbandonando la zona, e i ladri sono subito entrati forzando una delle porte sul retro dell’edificio, e poi hanno scardinato la serratura della porta dello studio del prete. Una volta dentro, hanno usato un flessibile per tagliare la protezione metallica della piccola cassaforte.
Tolta la protezione, hanno ispezionato la cassaforte per cercare del bottino di valore, trovando la busta in cui don Davoli aveva sistemato le offerte delle messe della giornata, in attesa di versarle in banca.
Hanno poi continuato a frugare nell’ufficio fra cassetti e cartelle, finendo per trovare, nella scrivania, delle buste che contenevano altro denaro, donazioni personali fatte nei giorni precedenti da alcuni parrocchiani. Fra contenuto della cassaforte e buste “sfuse”, in totale si parla di oltre seicento euro, che i ladri hanno portato via per poi andarsene senza lasciare grandi tracce.
Il tutto nel giro di qualche decina di minuti, visto che don Davoli è tornato alla canonica attorno alle 19 e non ha visto nessuno, accorgendosi del furto dal forte odore di bruciato lasciato dal flessibile quando ha inciso il metallo della cassaforte. I carabinieri della tenenza di Scandiano sono stati avvisati dell’accaduto e hanno avviato le indagini per furto aggravato a carico di ignoti.
La speranza è di trovare qualche reperto abbandonato involontariamente dai ladri o di rintracciare dei testimoni che abbiano notato qualche movimento strano in via Pagliani, pur senza dargli peso sul momento. Per ora rimane l’amarezza per un furto che va a intaccare la generosità dei fedeli arcetani, avvenuto a circa dieci anni di distanza da un’altra effrazione simile.
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