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I Comuni ceramici «Occhio a petardi e fuochi d’artificio»

I Comuni ceramici «Occhio a petardi e fuochi d’artificio»

SCANDIANO. «A Capodanno usate la testa, e andate a vedere lo spettacolo dei fuochi di Castellarano». Si avvicina il passaggio fra 2015 e 2016, segnato come sempre dai festeggiamenti con botti e...

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SCANDIANO. «A Capodanno usate la testa, e andate a vedere lo spettacolo dei fuochi di Castellarano». Si avvicina il passaggio fra 2015 e 2016, segnato come sempre dai festeggiamenti con botti e fuochi d’artificio. Una tradizione da un lato consolidata e divertente, dall’altro portatrice di timore per i possibili danni che petardi assortiti possono provocare a persone, animali e oggetti. Un tema di cui si discute con cadenza appunto annuale, e nel salto fra 2015 e 2016 i sindaci della zona ceramiche reggiana provano a giocare d’anticipo, rivolgendo un appello agli abitanti. I sei sindaci dell’Unione Tresinaro Secchia Alberto Vaccari (Casalgrande), Gianluca Rivi (Castellarano), Emanuele Cavallaro (Rubiera), Alessio Mammi (Scandiano), Fabrizio Corti (Baiso) e Giorgio Bedeschi (Viano) partono dalla conta dei danni passati: «L’anno scorso, in Italia, ci sono stati 251 feriti e numerosi animali spaventati dai cosiddetti botti di Capodanno. E se per le persone lo scoppio a distanza di un petardo è solo causa di fastidio, cani e gatti, per via del loro udito più sensibile, ne sono terrorizzati e possono essere presi da veri e propri attacchi di panico». Per questo l’Unione ha dato mandato alla polizia municipale di fare controlli in tutti i negozi autorizzati per la vendita di fuochi d’artificio e botti, per verificare la regolarità del materiale e delle procedure, per evitare ad esempio che ragazzi molto giovani comprino petardi potenti permessi solo ai maggiorenni, e che tutti i prodotti siano in sicurezza. Partirà a brevissimo una campagna di sensibilizzazione, cartacea, nei locali pubblici e su internet, per invitare gli abitanti alla prudenza e alle leggi, «valide anche per la notte di Capodanno, che vietano di causare danni, tra le altre cose, agli animali». Quindi, avvisano i primi cittadini, «coloro che provocano rumori improvvisi devono accertarsi di farlo lontano da situazioni che possano ferirli, altrimenti saranno chiamati a risponderne davanti alla legge». Allo stesso tempo, non ci sarà una “caccia al botto” con uno spiegamento massiccio di uomini su tutto il territorio. «Scatenare la caccia ai petardi è semplicemente infattibile, salvo che lo Stato non decida di vietarne la produzione e la vendita», spiegano i sindaci. E va pure fatto notare che chi li usa con cognizione di causa ha il diritto di farlo, anche solo per far divertire i bimbi.

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