Il Natale di stampo comunista? Luminarie falce e martello e lambrusco Rosso Stalin
Da Reggio Emilia fino al resto d'Italia una festa alternativa all'insegna del colore tipico natalizio
QUATTRO CASTELLA. Rosso come il Natale? Non proprio. Piuttosto rosso come il Lambrusco. Anzi, Rosso Stalin e Rossissimo Lenin, i vini prodotti da Remo “Ramòn” Delmonte per il centro di poesia, arte e cultura Medardo Rosso di Montecavolo che rappresentano ormai un vero oggetto di culto per festeggiare un Natale di stampo comunista.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12669090:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12669090:1649487291/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ne è convinto anche Giuseppe “Nuccio” Porcella, un “compagno” delle campagne liguri con nonno eroe della Prima Guerra mondiale, che ha fatto realizzare una decorazione natalizia a forma di falce e martello e l’ha collocata sul suo garage, nell’alta Valbisagno.
Un’immagine che ha fatto il giro del web, suscitando anche numerose polemiche, accompagnata anche dalla promessa di un brindisi speciale, che “Nuccio” Porcella garantisce a chiunque si fermi ad ammirare quella che considera una vera opera d’arte: «Ogni anno compro in Emilia bottiglie di lambrusco “proletario” Lenin e Stalin. Se arriva qualcuno simpatico ne stappo una. Gesù Cristo era comunista». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12669104:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12669104:1649487291/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E così, anche se in Liguria, il Natale di stampo comunista assume immancabilmente un tratto di reggianità. «Questa idea del rosso Stalin e del rossissimo Lenin l’ho avuta a fine anni Ottanta, un po’ per divertimento e un po’ per provocazione – racconta Ramòn Delmonte – Ci è servita per finanziare le iniziative del centro culturale. In quel periodo facevamo anche parecchia pubblicità su l’Unità e sul Manifesto. Adesso facciamo solo piccoli quantitativi: un centinaio di cartoni che beviamo durante i nostri eventi al Medardo Rosso. Ma ogni volta vanno via che è una bellezza». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12669112:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12669112:1649487291/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Pochi cartoni, ma molto apprezzati. A tal punto che nel corso degli anni i due vini sono stati richiesti per i motivi più svariati: «C’è chi mi chiama e mi chiede un ordine dicendo di avere il prete a cena e di volergli fare uno scherzo – aggiunge Delmonte, già esponente del Partito Marxista-Leninista Italiano e poi segretario di Rifondazione – Una volta un politico del Pci portò qualche bottiglia anche a Giulio Andreotti, per fargli un dispetto».
Un vino per amici e per nemici, quindi. Ma solo politicamente parlando. «La verità è che si tratta di vino molto buono, uno dei migliori Lambruschi di Reggio», giura Delmonte. Ma qual è la differenza tra lo Stalin e il Lenin? «Sono due vini simili, ma nel Lenin c’è la salamina, nello Stalin la lancellotta, oltre ad altri vitigni. L’enologo è da sempre Mirko Beneventi, davvero molto bravo. Il termine rossissimo è proprio dell’uso nelle cantine per un tipo di uvaggio, ma c’è anche un discorso del rosso come vino e come indole».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12669113:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12669113:1649487291/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E l’etichetta? «È nata da una mia idea, realizzata insieme ad un amico che è più bravo di me con il computer». Un vino ideale per il Natale? Su questo Ramòn Delmonte ha qualcosa da ridire: «Per me Natale si festeggia due volte l’anno: il 21 dicembre con la nascita di Stalin e il 26 dicembre con quella Mao Tse-tung. Ognuno ha le sue idee. E io non mi sono mai interessato di argomenti religiosi, anche se nella credenza popolare si è sempre detto che Gesù era comunista. Io però non credo sia così. In ogni caso, se qualcuno viene il 25, una bottiglia non si nega a nessuno».
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