Gazzetta di Reggio

Reggio

«Qualità della vita? Sì, siamo peggiorati»

di Luciano Salsi
«Qualità della vita? Sì, siamo peggiorati»

I comitati sull’indagine del Sole 24 Ore, che fa precipitare Reggio al 26esimo posto: «Qualcosa è stato fatto, ma non basta»

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REGGIO EMILIA. Andrea Costa, segretario provinciale Pd, minimizza: «Non penso che la percezione della qualità della vita da parte dei cittadini possa essere scaduta da un momento all’altro». In realtà i pareri espressi sui social network si dividono fra chi contesta e chi condivide la diagnosi impietosa del Sole-24 Ore, che nella sua 26esima indagine sulla qualità della vita precipita Reggio dal quinto al 26esimo posto fra le 110 province italiane, soprattutto a causa dell’aumento della criminalità e della fuga degli immigrati privati del lavoro.

I comitati dei cittadini, in genere, sono d'accordo. «A mio parere – commenta un rappresentante del comitato della zona di via Emilia Santo Stefano - il Sole 24 Ore è stato fin troppo buono. Per motivi di lavoro e di vacanza mi sono recato più volte in Puglia, Calabria e Sicilia. Vi ho trovato sicurezza e tranquillità, anche a tarda ora. La nostra zona, invece, è diventata invivibile a causa degli schiamazzi, dei danneggiamenti e delle risse di giovani ubriachi e drogati. La porta di un garage è stata sfondata davanti alle telecamere. La municipale dice che non può intervenire perché non è armata. L’impunità incoraggia queste persone a commettere reati più gravi».

Si dice che sia un problema comune a gran parte dell'Italia, ma il confronto con le città vicine non è incoraggiante: «A Parma – riferisce il rappresentante del comitato – esisteva una situazione simile in strada Farini. Il Comune vi ha posto rimedio vietando agli esercizi pubblici di somministrare bevande in contenitori da asporto». L’ultima indagine del Sole 24 Ore si riferisce ai dati del 2014 confrontati con quelli del 2013. In quel periodo molti cittadini hanno percepito un peggioramento, benchè poi, in qualche caso, le cose siano migliorate. È l'opinione del comitato di Santa Croce: «Nel 2014 - spiega Stefano Buffagni - la situazione del nostro quartiere era insostenibile. Vi erano fenomeni di piccolo spaccio, ubriachezza molesta, immigrazione clandestina, borseggi e furti in piazzale Europa. Per combatterli abbiamo fondato il comitato nel dicembre di quell'anno. La polizia è intervenuta più volte in via Veneri effettuando sgomberi e ora la zona è sotto controllo. Rimangono i bivacchi nei capannoni delle ex-Reggiane occupati da stranieri ed anche da qualche italiano». È analogo il punto di vista degli altri comitati. Quello di via Quattro Novembre si esprime tramite Gianni Felici, che dice: «Effettivamente la sicurezza è molto peggiorata negli ultimi due o tre anni. Anche il sindaco Luca Vecchi, parlando ai comitati il 7 dicembre all’Orologio, ha ammesso che i furti nelle abitazioni sono aumentati. In via IV Novembre le cantine sono state ripetutamente ripulite. Anche quando uno spacciatore di droga viene arrestato, il giorno dopo è già fuori. Perché uno straniero che delinque non viene rimandato al suo Paese?».

I comitati sono concordi, peraltro, nell’apprezzare l’impegno del nuovo questore Isabella Fusiello. Perciò sabato le hanno reso visita per ringraziarla. In quanto all’esodo degli immigrati, i sindacati lo considerano un fenomeno decisamente patologico: «Registriamo – riferisce Ramona Campari della Cgil – un calo degli immigrati ai nostri uffici. Tanti italiani sono ritornati a casa loro e molti stranieri sono andati in altri paesi europei».

«Gli stranieri - precisa Margherita Salvioli, segretaria provinciale Cisl - sono rimasti più a lungo perché avevano meno alternative. La crisi, a Reggio, è arrivata più tardi che in altre zone». «La causa fondamentale - spiega Dario Domenichini, presidente Confesercenti - è la crisi dell’edilizia. Accade anche che i dipendenti stranieri licenziati si registrino alla Camera di Commercio per mantenere il permesso di soggiorno. Si tratta, però, di imprese fasulle, che alimentano l'abusivismo».

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