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dalle infiltrazioni al radicamento: l’inizio di tutto

Antonio Dragone da Cutro al confino a Quattro Castella

REGGIO EMILIA. Nel 1982 il Comune di Reggio Emilia approva il piano regolatore Benassi-Venturi. Ed è solo un caso, sicuramente, che proprio a quell'anno si fa risalire ufficialmente la nascita della...

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REGGIO EMILIA. Nel 1982 il Comune di Reggio Emilia approva il piano regolatore Benassi-Venturi. Ed è solo un caso, sicuramente, che proprio a quell'anno si fa risalire ufficialmente la nascita della 'ndrangheta alla reggiana. Perché in quel 1982, estatamente il 14 maggio, il Tribunale di Catanzaro sottopone Antonio Dragone, capo della cosca di Cutro (ma ufficialmente custode della scuola elementare) alla misura del soggiorno con obbligo di dimora, per due anni, nel comune di Quattro Castella.

Dragone arriva in Emilia il 9 giugno del 1982 e in pochissimo tempo - dice una nota del 12 febbraio 1983 della Questura di Reggio Emilia - fa affluire nel Reggiano familiari e fedelissimi, con cui inizia a tessere la sua ragnatela fatta da un "portafoglio" di attività criminali: dal traffico di droga al controllo degli appalti edili, alle estorsioni.

In quegli anni, a voler mano libera sulle concessioni edilizie sono un po' tutti: i costruttori reggiani, la cooperazione, persino la Curia. Il Prg passa in Sala del Tricolore senza colpo ferire. Negli anni successivi, costruiscono un po' tutti. Inizia l'emigrazione da Cutro, paesino del Crotonese che oggi conta poco più di diecimila abitanti quando i cutresi residenti nella provincia di Reggio Emilia sono stimati nell'ordine delle ventimila unità: gli emigrati sono il doppio dei residenti. Un'emigrazione massiccia, fatta inizialmente proprio di addetti all'edilizia, soprattutto manovali. Operai al soldo di Dragone, ma non solo. Inizia l'intreccio tra legale e illegale, tra sano e malato.

C'è fame di case.

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