Nuovi piani anti-smog dell’Unione
Prevista una riduzione del 20% al 2020, ma solo delle emissioni “pubbliche”
CASTELNOVO SOTTO. Il consiglio dell’Unione Terra di Mezzo ha approvato venerdì sera, all’unanimità, i piani di azione per l’energia sostenibile (Paes) dei Comuni di Bagnolo, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto. I piani prevedono una riduzione del 20% al 2020 delle emissioni di anidride carbonica, gas climalterante protagonista dell’effetto serra che sta diventando un problema la cui soluzione non è più rinviabile. I documenti predisposti analizzano le azioni già effettuate dai singoli Comuni dal 2010 al 2014, periodo in cui è già visibile una riduzione delle emissioni di anidride carbonica e quelle previste fino al 2020, per un abbattimento previsto del 23% delle emissioni. L’emissione complessiva dei tre territori è stata individuata in 254.364 tonnellate di anidride carbonica (anno di riferimento 2010) e si prevede, nel prossimo quinquennio un ulteriore risparmio di 35.431,4 tonnellate.
Lo studio evidenzia come le emissioni direttamente imputabili alla pubblica amministrazione (illuminazione pubblica, impianti pubblici) rappresentano una percentuale molto bassa, pari a circa l’1% del totale, mentre le percentuali maggiori vengono imputate ai trasporti (privati e commerciali (24%), agli edifici residenziali (23%), agli edifici, attrezzature e impianti terziari non comunali (20%) e alle industrie (32%).
Da questi risultati emerge che sarà fondamentale l’azione di sensibilizzazione rispetto ai privati e il reperimento di risorse europee da parte dei settori terziario e industriale.
Soddisfazione viene espressa dai sindaci Maurizio Bottazzi, Paola Casali e Tania Tellini sia per il lavoro svolto sia per la condivisione del progetto anche da parte delle minoranze.
«Un impegno congiunto e di corresponsabilità – affermano – indispensabile viste anche le risultanze della conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi (Cop21) che evidenzia come siamo ormai in procinto di passare dalle azioni preventive alla ingovernabilità del processo di riscaldamento globale e la necessità di adottare un nuovo modello di sostenibilità energetica».
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