Gazzetta di Reggio

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Il racconto

Quella notte a Reggio Emilia insieme a Babbo Natale

Giuseppe Caliceti
Quella notte a Reggio Emilia insieme a Babbo Natale

«Pensa a quante cose bellissime possono fare gli uomini e le donne, basta solo che si mettano d’accordo»

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Il Natale di oggi, il Natale di un tempo. Il Natale dei reggiani. E’ quello che ci viene narrato in questo racconto dallo scrittore, insegnante e pedagogista Giuseppe Caliceti.

Accadde qualche settimana prima di Natale. Alla ricreazione. Nel corridoio della scuola elementare San Giovanni Bosco. In via Bismantova. Qui a Reggio Emilia. Parlavo dei regali di Natale insieme ad alcuni compagni di Seconda. Passarono accanto a noi due bambine di Quinta. Ce lo dissero con quell’aria di superiorità e arroganza che hanno solo alcune bambine di Quinta. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12647959:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/12/19/fotogalleria/le-immagini-della-casa-di-babbo-natale-a-montebabbio-1.12647959]]

“Babbo Natale non esiste”, disse una. E l'altra aggiunse: “I regali li portano i genitori, ancora non lo sapete?” Poi se ne andarono per i fatti loro. Noi piccoli restammo senza parole. Poi iniziò una discussione che durò fino al suono della campanella che annunciava il ritorno in aula, ma proseguì nei giorni successivi.

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C'era chi sosteneva che le parole delle bambine di Quinta erano solo un modo per darsi delle arie. Chi aveva un cugino che gli aveva già detto che Babbo Natale non esisteva, ma lui non ne era sicuro. Chi invece ne era sicuro, ma non l'aveva detto ai suoi genitori per paura che gli smettessero di fare regali. Anche io iniziai a farmi mille domande. Come facevano a volare, le renne che tiravano la slitta, senza ali?

Come faceva Babbo Natale, in una sola notte, a portare i regali a tutti i bambini? Poteva esistere, anche se io non l'avevo mai visto? Forse sì, visto che Dio esisteva anche se io non lo avevo mai visto. E anche l'aria che respiriamo, anche se noi non la vediamo, esiste. Ma come faceva a portare i regali fin sotto i letti mio e di mio fratello?

E' vero, mia madre lasciava socchiusa una finestra dell'appartamento, la notte della vigilia. Ma abitavamo all'ultimo piano. Come faceva lui ad arrivare fin lì con la slitta? E poi, a volte, a Natale non nevicava: la slitta, senza ruote, come faceva a viaggiare? [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10459187:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2014/12/08/fotogalleria/acceso-l-albero-di-natale-in-piazza-prampolini-1.10459187]]

A ogni modo, io e mio fratello decidemmo di rimanere svegli tutta la notte della vigilia per scoprire la verità. Di tanto in tanto, per non addormentarci, ci chiamavamo da sotto le coperte. Poi lui crollò. Restai ad occhi aperti solo io. Ostinatamente. Vidi mio padre un paio di volte che andava e tornava dal bagno. Poi, finalmente, quando avevo ormai perso la speranza, vidi Babbo Natale con la barba bianca e il suo abito rosso. Entrò in camera in punta di piedi, senza accendere la luce. Mise i pacchi regalo sotto i letti. 

“Ciao, Babbo Natale”, dissi mentre stava uscendo dalla camera.
“Cia-ciao”, rispose lui. “E tu cosa fai ancora sveglio?”
“Ti aspettavo. Lo sai che c'è chi dice che non esisti?”
“Veramente?”

All'inizio mi sembro un po' imbarazzato. La sua voce mi ricordò quella di mio padre, ma in realtà era molto più profonda.
“E' vero che Natale è la festa di compleanno di Gesù?”
“Certo”, rispose Babbo Natale.
“E chi non crede in Gesù?”.
“Per chi non ci crede, è comunque la festa della nascita di un bambino. E perciò di tutti i bambini. E perciò di tutti, perchè ognuno di noi, ogni adulto è stato un bambino”.
“Ma allora perchè Natale piace più ai bambini che ai grandi?” [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12571652:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/12/06/fotogalleria/reggio-emilia-in-stazione-il-natale-e-multietnico-1.12571652]]

“Dici? Forse... Forse perché i bambini sono più vicini al Natale, cioè al momento della loro nascita”.
“Babbo Natale, sei sicuro che esisti?”
“Certo. E comunque, anche se non esistessi... Insomma, sarebbe ugualmente meraviglioso”.
“Cosa?”
“Questo fatto che tutti i papà e le mamme del mondo, Giuseppe, tutti gli adulti, insomma, in ogni luogo, in ogni paese, senza mettersi neppure d'accordo, nella stessa notte, si trasformassero in Babbo Natale per fare regali ai più piccoli. Migliaia di adulti. Milioni. Pensa, Giuseppe, se fanno una cosa così buona e grandiosa, così bella, chissà quante altre cose bellissime e incredibili possono fare insieme quegli stessi uomini e quelle stesse donne! Basta solo che si mettano d'accordo. Basta solo che lo vogliano. Dai, adesso dormi”.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12610877:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/12/13/fotogalleria/reggio-emilia-gli-auguri-in-volo-dal-babbo-natale-della-topgun-fly-school-1.12610877]]

“Ciao”, dissi io.
“Ciao”, rispose Babbo Natale. Mi riaddormentai sorridente pensando a quello che mi aveva detto Babbo Natale e, anche se da quella volta non l'ho mai più incontrato, ancora oggi quelle sue parole di allora mi rincuorano e mi danno speranza guardando al futuro.
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