Società pulite per spartirsi la torta nel cratere del sisma
REGGIO EMILIA. Nelle zone terremotate cercano di lavorare le ditte sane, ma non solo quelle ovviamente. Il business della ricostruzione fa gola soprattutto alla 'ndrangheta. La fetta è grossa,...
REGGIO EMILIA. Nelle zone terremotate cercano di lavorare le ditte sane, ma non solo quelle ovviamente. Il business della ricostruzione fa gola soprattutto alla 'ndrangheta. La fetta è grossa, grossissima: meglio spartirsela, piuttosto che litigare. Al punto che le cosche si alleano con il clan dei casalesi: «Sono stati accertati rapporti con appartenenti al clan dei casalesi, residenti in provincia di Modena, in una sorta di pericolosa alleanza imprenditoriale» scrivono i carabinieri in un rapporto citato in un articolo di Giovanni Tizian per l'Espresso: «Gli affiliati hanno utilizzato le loro società, regolarmente costituite, per creare le basi logistico/operative per la progressiva espansione imprenditoriale nel cratere del sisma, così da poter gestire sul posto e quindi pilotare l’aggiudicazione di gare di appalto bandite per la ricostruzione post-terremoto». La composizione della geografia imprenditoriale nel settore edile aggiornata al giugno del 2012, parla di 2.406 ditte edili cutresi attive in provincia di Reggio. Un'impresa su cinque appartenente al settore è quindi diretta da un nativo calabrese che ha poi trasferito i suoi affari nel Reggiano.
La massiccia esposizione degli abitanti giunti da Cutro rispetto all'edilizia è ancora più emblematico se si dà un ulteriore sguardo all'anagrafica dei registri della Camera di Commercio di Reggio. Le persone nate in Calabria che hanno attività economiche a Reggio - cifre 2012 - sono 4 mila. Il 60% di queste sono attive nelle costruzioni, principalmente attraverso ditte individuali e piccole imprese con meno di 10 dipendenti.
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