Natale senza tredicesima proteste alla coop La Vigna
Indetto lo stato di agitazione. L’Usb: «Sono rientrati dalla perdita di bilancio» La risposta: «Lettura fuorviante dei libri contabili e abbiamo l’ok dei soci»
REGGIO EMILIA. Proclamato lo stato di agitazione per il pieno riconoscimento della tredicesima. E' quanto annuncia l'Usb di Reggio Emilia, che reputa «irricevibile» la proposta della cooperativa La Vigna di corrispondere la tredicesima mensilità, relativa all’anno 2015, con una riduzione del 30%. «Per due anni consecutivi, 2013 e 2014, le socie lavoratrici e i soci lavatori de La Vigna non hanno percepito la tredicesima mensilità a causa di uno stato di crisi, deliberato nel 2013, che ha indotto la cooperativa a congelare il pagamento della tredicesima mensilità per il triennio 2013-2015 - spiegano le rappresentanze sindacali - Tuttavia, come si evince dalla lettura dei consuntivi, già nel 2013 e 2014, la cooperativa è rientrata dalla perdita di bilancio. Dunque, l'erogazione soltanto parziale della tredicesima mensilità appare del tutto ingiustificata e inaccettabile in violazione al contratto nazionale di categoria».
È per queste ragioni che il sindacato di base ha deciso di proclamare lo stato di agitazione fino a quando non sarà riconosciuto, da parte della cooperativa, il diritto dei lavoratori alla totale riscossione della tredicesima mensilità. L’Usb addita anche Iren quale responsabile in parte della riduzione dei ricavi a causa dell’assegnazione delle gara al massimo ribasso, fatto che «ripercuote negativamente sulle condizioni di lavoro dei dipendenti delle ditte o cooperative concessionarie».
Ma dalla coop sociale non ci stanno, sfatano le responsabilità di Iren e bocciano tutto le altre tesi: «La lettura dei fatti da parte dell'Usb, sindacato che ha proclamato una mobilitazione dei lavoratori, è del tutto fuorviante, viziata da una errata lettura dei bilanci della cooperativa, falsa in alcuni passaggi e immotivatamente arricchita da interpretazioni che rischiano unicamente di gettare discredito sulle attività di un’impresa sociale la cui prima preoccupazione, per missione e nei fatti, è da sempre la tutela del lavoro, con particolare attenzione alle situazioni di svantaggio delle persone».
Così, infatti, la cooperativa sociale La Vigna, effettivamente in stato di crisi dal dicembre 2013, replica all'Usb dopo l’indizione dello stato di agitazione. «Il riferimento a presunte irregolarità procedurali relative alla delibera del piano di crisi - spiega Luca Dosi, direttore della cooperativa sociale aderente a Confcooperative e al Consorzio Oscar Romero - è destituito di ogni fondamento, perché sia la normativa che il contratto nazionale sono stati pienamente rispettati e non sono stati oggetto di alcuna violazione. La lettura dei dati di bilancio da parte dell'Usb - prosegue Dosi - denota la volontà di strumentalizzare uno stato di oggettiva difficoltà che ha interessato e ancora interessa la cooperativa: non è infatti possibile parlare di utili d'esercizio per il 2013 (804 euro) e per il 2014 (68.476 euro) senza tenere conto del fatto che sui bilanci non ha inciso il costo della tredicesima mensilità in virtù della proclamazione dello stato di crisi e, soprattutto, che la stragrande parte di quelle somme sono state utilizzate per coprire perdite pregresse. La mancata erogazione della 13esima - spiega Dosi - fa parte della delibera sul piano di crisi votata e approvata dai soci-lavoratori, e il procedere all’erogazione per il 2013 e il 2014 avrebbe unicamente aggravato la situazione di crisi e messo a rischio il lavoro, cosa che sarebbe accaduta anche quest'anno se si fosse superato il valore del 30% riconosciuto ai lavoratori, dedotto il quale la cooperativa chiuderà l'esercizio con un utile stimato di 5.000 euro».
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