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Si è già costituita “Tutelare Gattatico” il comitato civico contro la fusione

GATTATICO. Si chiama “Tutelare Gattatico” ed è il comitato, nato per opporsi alla fusione dei Comuni, che ha consegnato 700 firme – futuri “no” al referendum – al sindaco Gianni Maiola. «Ad esse...

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GATTATICO. Si chiama “Tutelare Gattatico” ed è il comitato, nato per opporsi alla fusione dei Comuni, che ha consegnato 700 firme – futuri “no” al referendum – al sindaco Gianni Maiola. «Ad esse – precisa Paolo Frattini, portavoce del comitato – se ne aggiungono altre di residenti nei due comuni limitrofi, aperte da quella di River Tagliavini, già sindaco di Campegine. È un risultato particolarmente significativo, soprattutto se si considera la dimensione demografica del comune e il fatto che le adesioni sono state raccolte in un paio di mesi. Per questo motivo – sottolinea – ci preme, in primo luogo, ringraziare tutti coloro che hanno sottoscritto l’appello». Dopo le polemiche che avevano accompagnato la fase inziale dell’iter, queste firme potrebbero ora rappresentare un sassolino nella scarpa per gli amministratori. Soprattutto considerando che Gattatico, Campegine e Sant’Ilario si uniranno in nuovo ente solo se voterà “sì” la maggioranza dei cittadini in ognuno dei tre comuni.

«Con questa iniziativa e con gli incontri effettuati le scorse settimane nelle varie frazioni del comune – aggiunge Paolo Frattini – abbiamo cercato di stimolare un confronto sulle prospettive della possibile fusione, tentando di coglierne i vantaggi, ma anche le molte criticità che essa solleva. Si è ragionato sui benefici di natura economica che ne possono derivare (di breve durata ed eticamente discutibili, però, poiché destinano soldi di tutti a favore di pochi enti, determinando disuguaglianze e penalizzazioni nei confronti di altri), ma si sono messi a fuoco anche i molti rischi e i danni certi».

Tra i tanti evidenziati dal comitato “Tutelare Gattatico” ci sono l’allontanamento degli amministratori dai cittadini, la progressiva marginalizzazione delle frazioni, il difficile mantenimento della presenza e della qualità dei servizi attualmente esistenti.

«A questi – prosegue il portavoce del comitato – si aggiungono l’incertezza e la confusione che predominano nei processi in atto di modifica degli assetti istituzionali, come il destino delle Unioni, l’abolizione delle Province, la creazione dei nuovi enti di Area Vasta. Scelte che non sembrano produrre alcuna semplificazione ma solo ulteriore confusione e disagio».

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