Coopsette, firmato il patto sui licenziamenti volontari
Via libera all’accordo con il commissario per l’apertura della mobilità: alcuni lavoratori pronti a uscire subito per ricollocarsi in altre imprese
CASTELNOVO SOTTO. Un ulteriore tassello si aggiunge al complesso puzzle del crac di Coopsette. Questa volta si tratta dell’accordo sull’apertura della mobilità per tutti i dipendenti che vorranno licenziarsi - quindi su base volontaria - per potersi ricollocare autonomamente qualora abbiano trovato un’occasione di lavoro.
Per ora, secondo quanto appreso, i lavoratori già pronti a firmare il licenziamento volontario sono pochi, alcune unità, che da oggi potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo e dare corso alla loro nuova avventura lavorativa. Il grosso dei lavoratori ancora legati alla coop di costruzioni di Castelnovo Sotto - circa 400 addetti - ora in concordato preventivo, potranno usufruire della copertura della cassa integrazione fino al 30 novembre del 2016.
Poco meno di un anno di tempo entro il quale il mondo della cooperazione, la Regione così come i sindacati, dovranno darsi da fare per tentare di trovare uno sbocco occupazionale. La crisi sociali, infatti, è già alta e le famiglie coinvolte tra Castelnovo e gli altri comuni reggiani non potranno rimanere a lungo senza una fonte di reddito certa.
Il problema, infatti, è che l’ammortizzatore concesso dura troppo poco rispetto alle necessità operative. La legge prevede solo 12 mesi di cassa straordinaria per la cessazione dell’attività. Dal prossimo anno le maglie saranno ancora più strette. A muovere un passo verso i lavoratori emiliano-romagnoli dipendenti di aziende in crisi è stata la giunta regionale.
Sono state prorogate infatti a tutto il 2016 le misure regionali di sostegno ai lavoratori e alle famiglie in forte difficoltà. Il provvedimento, approvato ieri, riguarda i lavoratori che hanno perso l'occupazione, sono in cassa integrazione, in mobilità o con contratto di solidarietà e garantisce l'esenzione dal pagamento del ticket per visite ed esami specialistici. L'esenzione riguarda anche i famigliari a carico.
Il provvedimento garantisce inoltre l'assistenza farmaceutica alle famiglie emiliano romagnole in situazioni di estremo disagio sociale, individuate o in carico ai Servizi sociali dei Comuni: viene assicurata la distribuzione gratuita dei farmaci di fascia C (a pagamento) dalle farmacie delle Aziende sanitarie.
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