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I profughi protagonisti del Presepe

I profughi protagonisti del Presepe

Pieve Modolena: l’originale idea è dei ragazzi dell’unità pastorale “Beata Teresa”

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REGGIO EMILIA. Un barcone stipato di gente in fuga dalla fame e dalle guerra che trova rifugio nel villaggio dove sta per nascere Gesù. È questo il soggetto creato da un gruppo di giovani dell'Unità Pastorale “Beata Teresa di Calcutta”, che hanno deciso di dare vita ad un presepe dedicato ai profughi e ai migranti, che rompesse con la tradizione. «L’idea nasce dalla volontà di inserire la natività in un contesto differente da quello a cui si è abituati - hanno detto i giovani – un contesto che, oggi come non mai, tocca ciascuno di noi nel profondo. L'ambientazione vede la Natività posta su un barcone di immigrati diretti a Lampedusa. La scenografia è semplice, con pochi ma essenziali dettagli, in modo tale che lo sguardo si focalizzi sulla Natività». L’intenzione dei ragazzi è proprio quella di andare oltre le tradizionali capanne, «puntando sul significato che ha la nascita di Gesù oggi: la vita in un contesto di disperazione e persecuzione, motivo per cui abbiamo scelto di scrivere sulla fiancata del barcone: “Beati i perseguitati”. Con questo vogliamo esprimere il nostro rifiuto all'indifferenza di fronte a queste tragedie, che quotidianamente ci vengono poste sotto gli occhi». Il presepe è visitabile durante le celebrazioni nella Cappellina della Chiesa di Pieve

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