Gazzetta di Reggio

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Fratelli Cervi, l’eccidio ricordato in mezzo al degrado

di Luigi Vinceti
Fratelli Cervi, l’eccidio ricordato in mezzo al degrado

Il Poligono di Tiro, teatro della commemorazione, come una discarica a cielo aperto. Sassi: «Serve il museo della memoria»

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REGGIO EMILIA. La cerimonia commemorativa dell’eccidio dei fratelli Cervi ha richiamato ieri l’attenzione di diversi amministratori reggiani sulle condizioni di abbandono in cui si trova gran parte del Tiro a segno nazionale di via Paterlini. Molti dei presenti hanno arricciato il naso. E in molti si sono chiesti se un luogo della memoria possa essere lasciato in queste condizioni. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12695016:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12695016:1649481380/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Colpiscono, ad esempio, la tettoia fatiscente (in amianto?) e altro materiale di risulta, che deriva probabilmente da qualche cantiere edile. Come testimoniano anche assi danneggiate e serramenti sbrecciati, lamiere contorte, vetrate spaccate, fioriere e autobloccanti, collocati alla rinfusa in un lato dello spazio del Poligono.

Analogamente, anche il muro davanti al quale avvenne la fucilazione è dimesso. E, in larga misura, si presenta coperto da sterpaglie e rampicanti.

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«Sì, l’impressione che si riceve è quella di un luogo trasandato che meriterebbe maggior decoro e rispetto – afferma il vicesindaco, Matteo Sassi – Il bene è demaniale con gestione affidata ad una società amatoriale. Il Comune non ha alcuna giurisdizione, ma in effetti è concorde con le sollecitazioni di cui si sono fatti portavoce l’Istituto Cervi, l’Anpi ed Istoreco per un approccio conservativo di spazi che dovrebbero far parte del progetto di realizzazione di un “Museo della memoria diffusa”, che documenti in vari punti le vicende della storia contemporanea compresa appunto la Resistenza reggiana». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12695015:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12695015:1649481380/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Un progetto, di fatto, in fase di stallo, sul quale resta anche l’incognita dei costi da affrontare. «Il sindaco Luca Vecchi, che è anche assessore alla cultura – prosegue Sassi – è stato sensibilizzato e si è già fatto promotore di un incontro che dovrebbe avvenire nel prossimo mese di gennaio. L’occasione servirà a confrontarsi e programmare, con i soggetti interessati, il pieno recupero e la miglior conservazione di quell’area. L’impegno economico appare decisamente contenuto mentre il vantaggio d’immagine sarebbe elevato. Non resta che augurarsi che, alla prossima celebrazione di fine 2016, il ricordo dei fratelli Cervi possa veramente avvenire in una degna cornice». (l.v.)

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