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Franchini (Fita-cna)

«L’ndrangheta si è radicata manca la voglia di cambiare»

REGGIO EMILIA. Il maxi processo Aemilia – che riprenderà l’11 gennaio – sta sempre più entrando nel vivo, ma Cinzia Franchini (presidente nazionale degli autotrasportatori Fita-Cna) ha molti dubbi...

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REGGIO EMILIA. Il maxi processo Aemilia – che riprenderà l’11 gennaio – sta sempre più entrando nel vivo, ma Cinzia Franchini (presidente nazionale degli autotrasportatori Fita-Cna) ha molti dubbi sul fatto che parallelamente sia maturata una sensibilità diversa sul delicato tema delle infiltrazioni mafiose in Emilia e specificatamente sul radicamento del clan Grande Aracri.

«Io credo che vi siano persone – ha dichiarato di recente il numero uno della Fita-Cna – che per anni hanno fatto affari con questo mondo, ci sono state grandi convenienze economiche, e io tutta questa voglia di fare ora qualcosa di diverso non la sto vedendo. Io sono molto preoccupata perché, anche dopo Aemilia, c’è una resistenza a prendere atto che queste cose ci riguardano. C’è la tentazione – puntualizza Cinzia Franchini – di definire il fenomeno come d’importazione, circoscrivendolo alle responsabilità dei cutresi. Non è così: sono coinvolti colletti bianchi, imprenditori».

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