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Lascia “scienze politiche” per la scuola di pasticceria

di Serena Arbizzi
Lascia “scienze politiche” per la scuola di pasticceria

Reggiolo: Debora Motta si è diplomata alla scuola di cucina Alma di Colorno L’allieva dello chef Gualtiero Marchesi: «Tanti sacrifici ma faccio felici gli altri»

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REGGIOLO. “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Con questa frase carica di speranza la 24enne Debora Motta, hai intitolato la sua tesi per l’esame di pasticcera professionista alla prestigiosa scuola internazionale di cucina italiana Alma, con sede a Colorno, Parma, che ha come Rettore il maestro Gualtiero Marchesi.

Debora ha deciso di imprimere una svolta alla sua vita: se prima studiava Scienze politiche a Bologna, ora ha deciso di inseguire una passione che ha dentro fin da bambina. Quella per la pasticceria e per il cioccolato. Da quando era piccolissima Debora si diletta a preparare dolci per gli altri perché così, dice, li rende felice.

«Il corso superiore di pasticceria prevede tre mesi a scuola e tre mesi e mezzo in stage poi si ritorna in Alma per un esame di tre giorni durante i quali avete un’esposizione della tesi. – racconta emozionata Debora – Inoltre, sempre durante la prova, nel corso di una giornata per riprodurre mignon, monoporzione e una torta con una pièce artistica. Io vengo da un altro settore: prima studiavo Scienze politiche a Bologna. Poi ho deciso di cambiare completamente perché la passione per la pasticceria chiamava. Ho conosciuto Alma ed è stato fantastico. Il mio amore per la pasticceria e per il cioccolato sono intensi sin dall’età di 3 anni. da quando ero piccolissimo facevo le torte e mi divertivo in questo. La passione è sempre stata lì, in un angolino, e ad un certo punto mi sono detta: vale la pena di essere felici per qualcosa in cui si crede. Per la pasticceria mi metto in gioco e, nonostante i sacrifici, regala emozioni bellissimi».

I sacrifici sono certamente le ore di lavoro, che sono tante. «Serve poi moltissima umiltà per imparare qualcosa di nuovo, da zero – prosegue la giovane – È complicato, anche dal punto di vista fisico, per la necessità dello stare sempre in piedi. Il lavoro fisico e mentale richiesto per chi è abituato a studiare dietro un banco non è subito scontato. Non avendo fatto l’alberghiero il distacco ma lo rifarei molte volte. La gioia è impagabile. Quando ti rendi conto di cosa puoi fare con le tue mani e di quanto puoi rendere felici gli altri: i dolci non li prepariamo per noi stessi il più delle volte, e rendersi conto che puoi far stare bene un’altra persona… è bellissimo. Il mio sogno nel cassetto: andare all’estero. Mi sono innamorata delle pasticcerie di Parigi. Non amo, invece, i talent. Mi piace invece lavorare dietro le quinte».

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