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Per Natale rubano la foto da una tomba

Per Natale rubano la foto da una tomba

La donna, moglie del dottor Ragni, morì 13 anni fa. L’amara scoperta del vedovo al cimitero di Coviolo

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REGGIO EMILIA. «Qualcuno ha pensato bene di festeggiare il Natale rubando una Madonnina del costo di qualche euro e la foto di mia moglie Tiziana dalla tomba. Ne ho sofferto e ho pensato a quanto piccolo fosse il mio dolore in rapporto a quello dei genitori di Valeria Solesin (la veneziana 28enne uccisa a Parigi dai terroristi dell’Isis, ndr), a cui hanno rubato non la foto ma la vita della figlia. E ho lasciato che mi insegnassero la pace, assieme a Valeria e a Tiziana». Queste parole piene d’amarezza – tratte dal suo profilo Facebook – sono del dottor Pietro Ragni, noto e stimatissimo infettivologo dell’Ausl che tredici anni fa ha perso la moglie Tiziana Molteni (infermiera 39enne) e che nel periodo natalizio è stato ferito dall’assurdo nonché spregevole furto effettuato sulla tomba del coniuge, nel cimitero nuovo di Coviolo. Il medico si è fatto comunque forza pensando all’esempio di compostezza dato dai genitori della giovane ricercatrice morta il 13 novembre sotto i colpi di kalashnikov al teatro Bataclan. Prima la rabbia per il furto che sa di profanazione, poi il perdono. Il dottor Ragni aveva conosciuto la moglie in reparto, alla Medicina Terza, lui in servizio civile, lei giovane infermiera: il loro lavoro, i bambini, fino alla lotta con la malattia scoperta nel 1997, fino all'ultimo: «E' stata un'avventura umana trascinante – aveva detto l’infettivologo nel febbraio 2002, il giorno del funerale – Ci sono persone sulla terra che riescono a dare moltissimo, Tiziana era una di queste. Ci ha lasciato molto carichi, speriamo di continuare a percepire e a portare con noi questa ricchezza». Tiziana Molteni aveva 39 anni. La famiglia, originaria del Milanese, si era stabilita a Gavassa molto tempo fa. Poi con l'impegno all'ospedale e il matrimonio, lei si era trasferita in città, dove abitava in via Brigata Reggio con il marito e i due figli. Meno nota e in vista del marito, Tiziana non era meno amata per la sua dedizione e la sua capacità di dare. Le colleghe in reparto, alla Medicina Terza, ne parlano come di una persona eccezionale, di una bellezza interna, che si manifestava nel suo saper essere prossima a chi soffre. Il suo bell'aspetto non era che lo specchio di tanto. Dopo la medicina Terza, aveva lavorato al day hospital dello Spallanzani. La malattia si era manifestata improvvisamente nel 1997, tumore al cervello, combattuto per cinque lunghi anni.

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