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Porta a porta, restano i disservizi

di Martina Riccò
Porta a porta, restano i disservizi

I cittadini contro i comportamenti incivili, appello a Irene e Comune

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CAVRIAGO. Sono passati alcuni giorni da quando i cittadini di Cavriago si sono sfogati su Facebook – condividendo commenti e “postando” le foto scattate nelle varie vie del paese – per la nuova situazione creata dalla raccolta porta a porta dei rifiuti. Sacchetti appoggiati ai lati dei cassonetti e bidoni stracolmi, infatti, non erano passati inosservati e avevano scatenato le ire dei più. Adesso, però, anche i cittadini favorevoli al porta a porta hanno alzato la voce. «È colpa della gente – scrive una cittadina sul gruppo “Sei di Cavriago se…” – persone incivili che sono molto limitate e non comprendono l’importanza della raccolta differenziata. Bisognerebbe cambiare la testa di queste persone, non il sistema. Continuano a inquinare all’inverosimile la Terra, l’aria, i mari, e a disboscare senza tregua, ma tra pochi anni cosa lasceremo ai nostri figli e nipoti?».

«L’amministrazione dovrà magari ancora prenderci le misure – ha commentato qualcun altro – ma sono l’inciviltà e il menefreghismo della gente a far paura».

Dopo l’intervento del Comune – che aveva giustificato i disagi con una inesperienza in materia e aveva promesso di sfruttare le vacanze natalizie per affinare il sistema – anche il consigliere comunale Tommaso Cavezza spezza una lancia a favore del porta a porta.

«Già prima i cittadini facevano la raccolta differenziata – afferma l’esponente di “Futuro per Cavriago” – e adesso abbiamo solo aggiunto l’umido. Il servizio è appena entrato in funzione, ma basterà poco per migliorarlo. Dovrà essere Iren a farlo – precisa – programmando qualche giro di raccolta in più e soprattutto aumentando il numero dei contenitori. I cittadini, invece, dovranno abituarsi a fare cose diverse da prima. Sinceramente – ammette – non sono molto entusiasta di questo modo di raccogliere l’immondizia, però, visto che ormai è cominciato, non possiamo fare altro che cercare di farlo funzionare con spirito collaborativo, anche se ci vorrà un po’ di tempo. Ovviamente lo stesso spirito dovranno averlo anche il Comune e Iren».

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