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Spese pazze in Regione, Liana Barbati condannata a 22 mesi

Spese pazze in Regione, Liana Barbati condannata a 22 mesi

L'ex consigliere reggiana, capogruppo Idv nella scorsa legislatura, ritenuta responsabile di peculato in relazione a due episodi, tra i quali un convegno che non ci sarebbe mai stato. Le erano contestati fondi per 423 mila euro

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REGGIO EMILIA. Un anno e dieci mesi in abbreviato per la reggiana Liana Barbati, ex capogruppo Idv in Regione Emilia-Romagna, ritenuta responsabile di peculato in relazione a due episodi di spesa. È la prima condanna a carico di consiglieri regionali coinvolti nell'inchiesta della Procura di Bologna sui rimborsi percepiti tra giugno 2010 e dicembre 2011.

Barbati, cui venivano contestati circa 423 mila euro, è stata assolta dal Gup Gianluca Petragnani Gelosi dalla maggioranza delle imputazioni, mentre è stata condannata per un convegno che non sarebbe mai stato fatto e per un rimborso chilometrico.

Assolto da tutto l'altro imputato, l'ex consigliere regionale Sandro Mandini, accusato di peculato per circa seimila euro. Per lui la formula è stata "perché il fatto non sussiste" per quasi tutte le imputazioni, tranne che per un rimborso chilometrico per cui è stato assolto per la particolare tenuità del fatto.

Il Pm Morena Plazzi aveva chiesto tre anni per Barbati e un anno e otto mesi per Mandini. La Regione era presente come persona offesa, rappresentata dall'avvocato Mariano Rossetti.

«Su 750 episodi contestati ne sono rimasti due. Non mi pare che la linea della Procura abbia tenuto». È il commento dell'avvocato Celestina Tinelli, difensore dell'ex capogruppo Idv in Regione Emilia-Romagna Liana Barbati, alla sentenza del Gup Gianluca Petragnani Gelosi.

Barbati, cui venivano contestati oltre 400mila euro, è stata ritenuta responsabile di un rimborso chilometrico, «relativo a Mandini», cioé all'altro ex consigliere imputato e assolto e ad «un evento a Castel San Pietro», ha spiegato il legale.

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