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Teatri e Danza, la fusione a Reggio Emilia entro il 2017

di Roberto Fontanili
Teatri e Danza, la fusione a Reggio Emilia entro il 2017

Il presidente della Provincia Manghi: «Dalla Regione garantiti i soldi fino al 2016, poi si dovranno unire le forze»

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REGGIO EMILIA. «Questo matrimonio s’ha da fare». Più per interesse che per amore, ma la direzione che il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi, hanno indicato ai direttori della Fondazione I Teatri e della Fondazione Aterballetto, non lascia dubbi. Il destino dei due maggiori enti culturali reggiani (che insieme hanno un bilancio annuo di 9 milioni di euro, tre dei quali derivanti da contribuzioni private) è quello di diventare un unico ente.

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IL PROGETTO. Per gennaio è già fissato l’appuntamento con il direttore della Fondazione I Teatri Giuseppe Gherpelli che consegnerà il progetto attuativo di fusione. Un piano di cui Comune, Provincia e i due consigli di amministrazione saranno chiamati a verificarne fattibilità e sostenibilità.

«Comunque _ ha precisato ieri Manghi _ il percorso deve concludersi nel 2017. Per il 2015 i soldi ci sono e quasi certamente sarà così anche per il 2016, ma con il 2017 la Provincia non avrà più fondi per un’attività che con la riforma Delrio non è più di sua competenza».

LA PEZZA REGIONALE. Ad anticipare l’accelerazione di un processo dopo l’ultimo anno trascorso tra discussioni e incontri, è stato ieri della Provincia Manghi nell’annunciare che «solo grazie alle richieste di Reggio è stata inserita nella legge Regionale 13/2015 una norma transitoria che consente alle Province di mantenere le partecipazioni e garantire il funzionamento di enti e associazioni in campo culturale e sportivo».

Questa la strada che la Regione ha individuato per consentire alle province e in particolare a Reggio di disporre dei finanziamenti necessari per le fondazioni in cui è socia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12042074:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/05/fotogalleria/i-teatri-svelano-i-gioielli-della-nuova-stagione-di-opera-1.12042074]]

La Regione, con un apposito bando, ha stanziato 800mila euro e a Reggio ne sono finiti 426mila (pari al 53%). Di questi 190mila (rispetto ai 200mila del 2014) finiranno alla Fondazione I Teatri (di cui la provincia è socio fondatore), 190mila andranno alla Fondazione Palazzo Magnani (di cui la provincia è socio fondatore e proprietaria dell’immobile), 21mila euro finiranno a Istoreco e 15mila all’Associazione la Corte Ospitale di Rubiera (in entrambi la Provincia è presente nel cda) e 10mila euro saranno destinati all’Istituto Cervi (di cui la Provincia è socio fondatore e proprietario dell’immobile). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12500942:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/23/news/sogni-passione-fatica-sono-quelli-di-aterballetto-1.12500942]]

Ma l’unire in un unico ente teatri e danza è solo il primo, anche se il più importante, tassello di un piano di riordino per la creazione di un sistema a rete dei poli culturali reggiani che vede concordi il Sindaco e il Presidente della Provincia. Il progetto prevede che anche Palazzo Magnani, pur mantenendo la sua funzione di polo espositivo, diventi punto di riferimento di Fotografia Europea e contenitore per altre attività del Comune.

Quest’ultimo sta anche cercando un accordo con la Fondazione Manodori, per creare una sinergia con le attività che saranno svolte a Palazzo da Mosto.

IL CIRCUITO. Un circuito culturale a cui si aggiungeranno poi i Chiostri di San Pietro, che da poco hanno ottenuto un finanziamento destinato a importanti lavori di recupero. «L’obiettivo, visto le risorse disponibili é quello di realizzare almeno una mostra di prestigio l’anno» ha sintetizzato Manghi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11737861:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/07/fotogalleria/la-magia-della-danza-ai-chiostri-1.11737861]]

ISTORECO E CERVI. Da ultimo, il progetto di riordino dei poli culturali reggiani riguarderà anche Istoreco e Istituto Cervi. L’input di Comune e Provincia ai due enti è di «operare con maggior sinergia evitando duplicazioni e sovrapposizioni».

In attesa che la Regione approvi un’apposita legge sui luoghi della memoria che garantisca i finanziamenti disciplinando meglio ruoli e compiti: «E’ l’unica soluzione per andare avanti, altrimenti si chiude», ha poi chiosato il presidente Manghi nella sua ultima conferenza stampa dell’anno, riferendosi agli enti di cui la Provincia è socia, consapevole che nel 2017 non potrà più garantire i 420mila euro versati quest’anno e forte dell’accordo con il sindaco di Reggio.

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