Teatri e Danza, la fusione a Reggio Emilia entro il 2017
Il presidente della Provincia Manghi: «Dalla Regione garantiti i soldi fino al 2016, poi si dovranno unire le forze»
REGGIO EMILIA. «Questo matrimonio s’ha da fare». Più per interesse che per amore, ma la direzione che il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi, hanno indicato ai direttori della Fondazione I Teatri e della Fondazione Aterballetto, non lascia dubbi. Il destino dei due maggiori enti culturali reggiani (che insieme hanno un bilancio annuo di 9 milioni di euro, tre dei quali derivanti da contribuzioni private) è quello di diventare un unico ente.
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IL PROGETTO. Per gennaio è già fissato l’appuntamento con il direttore della Fondazione I Teatri Giuseppe Gherpelli che consegnerà il progetto attuativo di fusione. Un piano di cui Comune, Provincia e i due consigli di amministrazione saranno chiamati a verificarne fattibilità e sostenibilità.
«Comunque _ ha precisato ieri Manghi _ il percorso deve concludersi nel 2017. Per il 2015 i soldi ci sono e quasi certamente sarà così anche per il 2016, ma con il 2017 la Provincia non avrà più fondi per un’attività che con la riforma Delrio non è più di sua competenza».
LA PEZZA REGIONALE. Ad anticipare l’accelerazione di un processo dopo l’ultimo anno trascorso tra discussioni e incontri, è stato ieri della Provincia Manghi nell’annunciare che «solo grazie alle richieste di Reggio è stata inserita nella legge Regionale 13/2015 una norma transitoria che consente alle Province di mantenere le partecipazioni e garantire il funzionamento di enti e associazioni in campo culturale e sportivo».
Questa la strada che la Regione ha individuato per consentire alle province e in particolare a Reggio di disporre dei finanziamenti necessari per le fondazioni in cui è socia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12042074:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/05/fotogalleria/i-teatri-svelano-i-gioielli-della-nuova-stagione-di-opera-1.12042074]]
La Regione, con un apposito bando, ha stanziato 800mila euro e a Reggio ne sono finiti 426mila (pari al 53%). Di questi 190mila (rispetto ai 200mila del 2014) finiranno alla Fondazione I Teatri (di cui la provincia è socio fondatore), 190mila andranno alla Fondazione Palazzo Magnani (di cui la provincia è socio fondatore e proprietaria dell’immobile), 21mila euro finiranno a Istoreco e 15mila all’Associazione la Corte Ospitale di Rubiera (in entrambi la Provincia è presente nel cda) e 10mila euro saranno destinati all’Istituto Cervi (di cui la Provincia è socio fondatore e proprietario dell’immobile). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12500942:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/23/news/sogni-passione-fatica-sono-quelli-di-aterballetto-1.12500942]]
Ma l’unire in un unico ente teatri e danza è solo il primo, anche se il più importante, tassello di un piano di riordino per la creazione di un sistema a rete dei poli culturali reggiani che vede concordi il Sindaco e il Presidente della Provincia. Il progetto prevede che anche Palazzo Magnani, pur mantenendo la sua funzione di polo espositivo, diventi punto di riferimento di Fotografia Europea e contenitore per altre attività del Comune.
Quest’ultimo sta anche cercando un accordo con la Fondazione Manodori, per creare una sinergia con le attività che saranno svolte a Palazzo da Mosto.
IL CIRCUITO. Un circuito culturale a cui si aggiungeranno poi i Chiostri di San Pietro, che da poco hanno ottenuto un finanziamento destinato a importanti lavori di recupero. «L’obiettivo, visto le risorse disponibili é quello di realizzare almeno una mostra di prestigio l’anno» ha sintetizzato Manghi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11737861:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/07/fotogalleria/la-magia-della-danza-ai-chiostri-1.11737861]]
ISTORECO E CERVI. Da ultimo, il progetto di riordino dei poli culturali reggiani riguarderà anche Istoreco e Istituto Cervi. L’input di Comune e Provincia ai due enti è di «operare con maggior sinergia evitando duplicazioni e sovrapposizioni».
In attesa che la Regione approvi un’apposita legge sui luoghi della memoria che garantisca i finanziamenti disciplinando meglio ruoli e compiti: «E’ l’unica soluzione per andare avanti, altrimenti si chiude», ha poi chiosato il presidente Manghi nella sua ultima conferenza stampa dell’anno, riferendosi agli enti di cui la Provincia è socia, consapevole che nel 2017 non potrà più garantire i 420mila euro versati quest’anno e forte dell’accordo con il sindaco di Reggio.
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