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Tenta un’incursione nell’aula bunker Aemilia

Tenta un’incursione nell’aula bunker Aemilia

BOLOGNA. Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi, di certo il fatto un po’ inquietante lo è. Stiamo parlando del tentativo di incursione – avvenuto ieri mattina – nientemeno che nel padiglione...

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BOLOGNA. Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi, di certo il fatto un po’ inquietante lo è.

Stiamo parlando del tentativo di incursione – avvenuto ieri mattina – nientemeno che nel padiglione “19” della Fiera di Bologna, dove da fine ottobre è allestita l'aula speciale per l'udienza preliminare del maxi processo di 'ndrangheta Aemilia e dove dall'11 gennaio iniziano i riti abbreviati (71 le posizioni che verranno affrontate) e i patteggiamenti (sono 19 quelli in calendario).

L’incursione. Ebbene, verso le 10 un uomo è stato visto scavalcare una recinzione da una pattuglia dell'Esercito. E non poteva essere diversamente, dato che l’area è adir poco blindata vista l’importanza del processo che dovrebbe chiudersi fra un mese e che vede coinvolti 240 imputati. I militari – appartenenti al 121esimo Reggimento artiglieria contraerei “Ravenna”– lo hanno subito inseguito, gli hanno intimato di fermarsi, ma l'uomo è fuggito ed ha passato nuovamente la recinzione, facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono giunti i carabinieri che ora hanno in mani le indagini sulla vicenda. L’ipotesi sinora ritenuta più plausibile da chi indaga è che si tratti solo del gesto di un ladruncolo, probabilmente all’oscuro dell’obiettivo ultra sensibile che aveva messo nel proprio mirino. All’interno dell’aula-bunker vi sono oltre agli arredi anche le attrezzature tecnologiche con cui viene affrontato il maxi processo: computer, microfoni, stampanti, i sistemi di videoconferenza per gli imputati “eccellenti” al carcere duro che per legge solo in quel modo possono seguire le udienze e tenersi in contatto con i loro avvocati difensori. Materiali di valore ma non facilmente asportabili da lì, per non parlare della difficoltà a “bucare” una sorveglianza massiccia come quella messa in piedi da tempo per un procedimento contro l’ndrangheta “storico” per il Nord.

Aemilia a Reggio. Sempre ieri Stefano Bonaccini – presidente della Regione – nel corso di una conferenza è tornato sull’allestimento del dibattimento di Aemilia a Reggio, dicendo che la Regione è pronta a fare la sua parte, ma sta al Ministero garantirne la sicurezza. « Mi auguro rimanga a Reggio il processo, noi – segnala Bonaccini – tutto quello che potevamo fare l’abbiamo fatto nella prima parte. Lo faremmo se fossimo messi nelle condizioni di farlo nella seconda: i 350mila euro li abbiamo garantiti, metteremo anche qualcosa in più se serve, ma adesso non siamo noi quelli che devono determinare le condizioni di sicurezza per poter svolgere il processo a Reggio».

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