Appiccato il fuoco in un consorzio edile
Le fiamme innescate, con liquido infiammabile, alle risme di carta di una stampante. La Mobile indaga sulla vicenda
REGGIO EMILIA. Ancora un rogo doloso nella nostra città.
Stavolta è accaduto a Corte Tegge, all’interno di una delle tante aziende (il consorzio edile “R.M.T. consorzio stabile”) lì collocate.
L’allarme al 113 è scattato intorno alle tre e mezza di ieri notte. Al telefono con la polizia c’è l’imprenditore edile 44enne d’origine crotonese Mario Raimondo che chiede l’intervento urgente degli agenti segnalando che nella sua azienda di via Carlo Carrà (al civico 52) è scoppiato un incendio. Sono momenti concitati: una Volante giunge velocemente sul posto e sono i poliziotti a fare il primo intervento, contenendo le fiamme che stanno divampando all’interno di uno degli uffici.
Ma solo con l’arrivo dei vigili del fuoco (giunti a Corte Tegge con un mezzo e una squadra) la situazione si normalizza e l’incendio viene completamente domato.
Un intervento che comunque tiene impegnati i vigili dl fuoco per circa tre ore.
Ma cos’è accaduto dentro l’ufficio andato a fuoco?
Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, le fiamme sarebbero state appiccate – con del liquido infiammabile di cui sarebbero state trovate delle tracce – alle risme di carta della stampante.
Insomma, si tratterebbe di fiamme d’origine dolosa.
Mentre avvenivano gli accertamenti sulle cause del rogo – in via Carrà è giunta anche la Scientifica – l’imprenditore edile ha spiegato ai poliziotti di essere stato svegliato dall’allarme dell’azienda collegato con il proprio telefono.
Giunto velocemente nella ditta e accortosi dell’incendio in atto, ha immediatamente attivato i soccorsi.
Vista la piega che ha preso la vicenda con il più che fondato sospetto che si tratti di un incendio doloso, sono scattate le indagini da parte della squadra mobile. Al momento tutte le ipotesi vengono ritenute plausibili dagli investigatori.
Ieri nell’azienda edile il clima era piuttosto teso, un nervosismo comprensibile vista la delicatezza e soprattutto il danno subìto per quanto avvenuto nel cuore della notte.
Il titolare – con la Gazzetta – ha solo confermato che c’era stato in un ufficio un incendio, ma più in là non ha voluto andare. Un botta e risposta risoltosi velocemente, senza la possibilità di entrare – con ulteriori domande – sulle cause del rogo o su eventuali sospetti che l’imprenditore possa eventualmente avere relativamente alla vicenda.
Ora saranno le indagini della Mobile a dare contorni certi a questa storia, informando la procura nel caso venga imboccata decisamente una pista.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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