Battuta di cattura per le lepri di Pieve Modolena, molte proteste
E’ una pratica legale di ripopolamento delle aree di caccia. Una cittadina: «Ingiusto portarle dove ammazzarle è legale»
REGGIO EMILIA. Decine e decine di cacciatori, in tenuta mimetica, hanno invaso le campagne circostanti via Plauto per quella che viene definita una battuta di cattura alla lepre. E’ lo scenario che molti cittadini si sono trovati davanti ieri mattina presto, a Pieve Modolena, e che nei giorni scorsi hanno visto altri residenti in altre zone, come a Canali. E non senza polemiche.
«Il territorio cacciabile è suddiviso in zone - ci spiega Andrea Gualerzi della polizia provinciale, a cui abbiamo chiesto spiegazioni - Alcune di queste sono dette zone di ripopolamento: qui non si può cacciare per consentire alle lepri di riprodursi. La finalità è consentire una sovraproduzione di lepri, che poi verranno traslocate in altre zone, dove per effetto della caccia sono diminuite o scomparse».
E quello che ieri si è verificato in via Plauto è, appunto, la cattura. «Annualmente, queste zone affidate in gestione ai cacciatori, vengono censite e dove si evidenzia una densità di lepri superiore rispetto al numero previsto, viene autorizzata la cattura» prosegue Gualerzi.
La cattura avviene mediate vere e proprie battute. Le squadre di cacciatori invadono il campo e spingono gli animali a finire nelle rete nel frattempo distese. Le lepri, concretamente, vengono spaventate facendo rumore in modo che corrano nella direzione “giusta”, almeno ritenuta tale dai cacciatori”, ovvero verso quelle reti che le bloccheranno.
«Tutto questo avviene con la partecipazione del Servizio veterinario che valuta lo stato delle lepri» chiarisce Gualerzi. Queste battute avvengono ogni anno nel periodo tra fine dicembre e gennaio - nel cosiddetto momento post riproduttivo - e gli animali vengono trasferiti in altri campi. Dove, a caccia aperta, diventeranno (facile) preda degli stessi cacciatori.
Una pratica che si inserisce nell’irriducibile dibattito tra favorevoli e contrari alla caccia. Le reazioni anche di fronte a chi, in questo caso, non spara, ma invade i rifugi delle lepri per catturarle, non sono clementi. «Ho telefonato all'ufficio caccia e mi hanno gentilmente spiegato che i cacciatori vengono a stanare le lepri che sono al sicuro per portarle nei territori dove possono essere ammazzate impunemente - ci scrive una lettrice - Pensate se venissero in 40 a tirarvi fuori di casa per portarvi dove ammazzarvi è legale. Se qui c'è divieto di caccia perchè possono essere prese le lepri ?». (el.pe)
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