Magra eccezionale del Po Preoccupati gli agricoltori
Boretto: un inverno senza pioggia e senza neve sta mettendo a rischio le semine Il livello del fiume a -2,84 mentre le temperature sono ancora sopra la media
BORETTO. La mancanza di precipitazioni ha portato il Po a vivere quasi una seconda estate. Da diverse settimane infatti il grande fiume versa in una “magra” abbastanza inusuale per il periodo e che rende necessario un cambio di rotta climatico, prima che le conseguenze si facciano serie per la fauna e l'agricoltura.
Quella attuale è una situazione di magra, con il fiume che sta avendo una portata piuttosto bassa, che si aggira intorno ai 500 metri cubi al secondo. Che l’inverno sia portatore di quote basse non è una novità: storicamente, infatti, l’anno solare del Po è caratterizzato da due magre principali, una che avviene ovviamente in estate e l'altra che si verifica tra gennaio e febbraio. Rispetto alla tendenza, dunque, questa magra è stata anticipata di alcune settimane: la “colpa”della poca quantità di acqua è da ricercare nella scarsità di piogge che ha contraddistinto l’ultimo periodo.
I dati sono piuttosto chiari: l’idrometro di Boretto, alle 19.30 di ieri, segnava -2,84 metri. Giusto per fare un raffronto è giusto ricordare che l’anno scorso, di questi tempi, il fiume era sempre sotto lo zero idrometrico, ma di circa 80-90 centimetri: significa che rispetto al livello dell'anno scorso, il Po è sotto di circa due metri.
«Livelli e portate come queste – spiega l’ingegner Ivano Galvani – non sono un fatto eccezionale. Già negli anni Ottanta si era avuto un dicembre con queste caratteristiche e, più recentemente, anche nel 1999 e nel 2001. E’ chiaro che il protrarsi di questa situazione potrebbe rivelarsi dannoso per l’agricoltura e per tutto l’ambiente, in particolare se l'inverno appena cominciato dovesse essere povero di precipitazioni piovose o nevose. Anche i bacini montani si stanno man mano abbassando, e di questo passo anche le riserve sono destinate a calare. Al di là dell'aspetto strettamente legato al Po, tutti questi sintomi fanno capire che il clima sta cambiando».
Una constatazione avanzata anche dalla Coldiretti, che nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione per la magra del grande fiume.
«A causare la siccità nelle campagne e lo smog nelle città in Italia è stato – sottolinea Coldiretti – un mese di dicembre senza vento in cui è caduto il 91% di acqua in meno rispetto alla media del periodo dopo un mese di novembre con piogge praticamente dimezzate (-49%) ma con punte di meno 80% al nord. L’anomalia è evidente anche nelle temperature che sono salite a dicembre di 2,3 gradi sopra la media del periodo dopo un novembre con temperature massime di 2,5 gradi in più della media, secondo le elaborazioni Coldiretti sulla base dei dati Ucea nella prima decade».
Il problema riguarda in realtà tutta l’Europa dove si sono registrate punte fino a 25 gradi di temperatura nel nord della Spagna, ma valori elevati sono stati toccati in molte località della Francia e dell’Inghilterra ed anche in Germania e Scandinavia.
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