No botti, ecco i Magnifici Sette
Solo 7 sindaci su 45 hanno firmato l’ordinanza: previste contravvenzioni da 25 a 500 euro
REGGIO EMILIA. Può costare dai 25 ai 500 euro far scoppiare petardi o artifici pirotecnici la notte di Capodanno. E’ questa, infatti, la multa prevista per chi verrà sorpreso violare l’ordinanza emessa dai sindaci con lo scopo dichiarato di evitare, ai cittadini e ai giovanissimi in particolare, i rischi derivanti dall’uso sconsiderato dei botti, e per la tutela del benessere degli anziani e agli animali.
Peccato che queste ordinanze – accompagnate da un appello al senso di responsabilità dei cittadini, dai quali di fatto dipende il buon esito dell’iniziativa – sia stata emessa soltanto in sette Comuni sui 45 della Provincia di Reggio Emilia e che, di fatto, anche se in tanti altri Comuni sono stati distribuiti volantini per sensibilizzare i cittadini a non utilizzare i botti la sera di San Silvestro, in gran parte del territorio reggiano – compreso il comune capoluogo di Reggio Emilia – si potrà assistere alla solita “gara” a... chi spara di più.
Le sette ordinanze. E, anche se l’anno scorso analoghe disposizioni restrittive (come a Novellara) sono andate in larga misura disattese, con gli agenti della polizia municipale impossibilitati evidentemente a fare controlli e contravvenzioni, il fronte del “nobotti” quest’anno si è allargato. Oltre a Novellara, con la sindaca Elena Carletti che ha bissato l’ordinanza, in vigore da oggi alla mezzanotte del 6 gennaio, ci sono altri sei Comuni dove non si potranno far esplodere i botti: saranno infatti vietati anche ad Albinea (dalla mezzanotte del 30 dicembre alla mezzanotte dell’1 gennaio), Boretto (dal 22 dicembre al 6 gennaio compreso), Brescello (dal 27 dicembre al 3 gennaio compresi), Cadelbosco Sopra (il 31 dicembre e l'1 gennaio), Castelnovo Sotto (il 31 dicembre e l'1 gennaio) e Reggiolo (dal 27 dicembre al 3 gennaio compresi).
Appelli e volantini. In molti altri Comuni della provincia, si è preferito lanciare appelli e affidarsi alla sensibilità dei cittadini, piuttosto che emettere provvedimenti più restringenti. Una scelta dettata dal fatto che difficilmente le forze dell’ordine potranno presidiare l’intero territorio per evitare l’uso dei botti: tra i sindaci che si sono affidati a volantini o messaggi alla cittadinanza (anche attraverso Facebook), si segnalano quelli della Val d’Enza (Bibbiano, Cavriago, Campegine, Gattatico, Montecchio, Sant’Ilario, San Polo e Canossa), dell'Unione Tresinaro Secchia (Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano), dell’Unione Pianura reggiana (Correggio, San Martino in Rio, Campagnola, Rio Saliceto, Fabbrico e Rolo), e ancora Gualtieri e Guastalla, e in Montagna soltanto Carpineti.
Il Comune di Reggio Emilia. Nessuna ordinanza anti-botto a Reggio Emilia. La decisione, dopo giorni e giorni di polemiche, è stata presa dal sindaco Luca Vecchi in persona. «Facciamo affidamento sul senso di responsabilità dimostrato negli anni scorsi dai cittadini – ha poi spiegato l’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti – Non si ha memoria storica infatti di lesioni provocate dall’uso di fuochi artificiali, di tipo legittimo, nella nostra città. Inviteremo dunque ancora alla responsabilità».
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