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Reggio Emilia, è guerra ai negozi con le porte aperte

di Evaristo Sparvieri
Reggio Emilia, è guerra ai negozi con le porte aperte

Il M5S presenta una mozione e invita al boicottaggio: «Consumano più riscaldamento». La giunta comunale lavora a un’ordinanza

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REGGIO EMILIA. Guerra ai negozi che lasciano le porte aperte. La lotta contro l’emergenza smog passa anche da qui, da una pratica commerciale diffusissima tra i negozianti per attirare la clientela, ma che genera inquinamento atmosferico legato ad un maggiore consumo degli impianti di riscaldamento.

Un’abitudine contrastata anche dalla Regione, che fra le “Misure per la sostenibilità ambientale” inclusi nel “Piano Aria integrato 2020” prevede “l’obbligo di chiusura delle porte di accesso al pubblico da parte di esercizi commerciali e degli edifici con accesso al pubblico per evitare dispersioni termiche sia nel periodo invernale che in quello estivo”.

Un provvedimento raramente rispettato, a tal punto che il capogruppo M5s in sala Tricolore, Norberto Vaccari, ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione in consiglio, invitando i reggiani a disertare tutti i negozi che lasciano le porte aperte.

«I dati sull’inquinamento hanno superato qualsiasi livello di guardia e siamo in piena emergenza sanitaria – afferma Vaccari – Sappiamo anche che ne siamo i primi responsabili, dato che gli inquinanti vengono emessi nell’aria dagli scarichi del traffico per un 35%, ma ancora di più dai sistemi di riscaldamento che inquinano per oltre il 50%. Risulta incomprensibile l’abitudine dei negozi, in particolare delle grandi catene, di tenere le porte aperte con temperature interne caraibiche, ben superiori al consentito, in totale spregio delle normative che indicano in 20 gradi la temperatura da mantenere nell’ambiente chiuso. Abbiamo presentato una mozione per chiedere al sindaco di prendere provvedimenti immediati affinchè questa insana abitudine commerciale sia interrotta».

Nella mozione, si chiede a sindaco e giunta di emettere un’ordinanza da far rispettare attraverso la municipale, impostando anche «un quadro di sanzioni che contempli i gravi danni alla salute dei cittadini che tale insana abitudine provoca».

Una mozione che trova sponda anche nell’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino, che ha già sondato la disponibilità della collega al Commercio, Natalia Maramotti, ad emettere un simile provvedimento. «È una misura che si può valutare sia in periodo invernale che estivo, e che approfondiremo in questi giorni per capire come attivarla, anche sull’esempio di altre amministrazioni che hanno già emesso ordinanza simili».

Tutino annuncia che convocherà un tavolo con le associazioni dei commercianti, «per concordare un provvedimento che ha benefici anche per loro, riducendo i costi nelle bollette». Quanto all’invito a boicottare, tuttavia, l’assessore all’Ambiente si discosta: «C’è bisogno piuttosto di una campagna di sensibilizzazione».

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