Gazzetta di Reggio

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«Esasperato dai furti, nei miei supermercati rubano di tutto»

di Luca Tondelli
«Esasperato dai furti, nei miei supermercati rubano di tutto»

Il gestore dei Conad di Felina e di Casina lancia l’allarme: «La legge tutela i ladri, non sappiamo più come difenderci»

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CASTELNOVO MONTI. «Vorrei chiedere ai parlamentari reggiani, ma anche agli amministratori locali che hanno la possibilità di far pervenire questa richiesta, di provare a fare in modo che alle forze dell’ordine e a noi siano dati nuovi strumenti legislativi per difenderci da furti e taccheggi, perché la situazione attuale è sconsolante».

A fare questo appello, in modo accorato, e con un percepibile livello di frustrazione, è Stefano Castellini, che gestisce i due supermercati Conad di Felina e Casina, entrambi molto frequentati, purtroppo non solo da persone per bene.

«Negli ultimi anni, con il proseguire della crisi economica – afferma Castellini – sono molto aumentati anche nel nostro territorio gli episodi di furto e taccheggio nei supermercati. Il fatto che più mi sconforta, però, è che anche le forze dell’ordine non abbiano gli strumenti per arginare questi fenomeni, nemmeno con la nostra collaborazione».

Castellini fa alcuni esempi: «Io ho sporto diverse denunce negli anni passati per taccheggi avvenuti nei supermercati, con gli autori colti in flagrante, ma sono sempre finiti in nulla perché, una volta che si arrivava al dibattimento, anni dopo il fatto, chi aveva compiuto il furto non era più reperibile. Si trattava di beni per importi limitati, ma ora abbiamo a che fare con gruppi organizzati che puntano a prodotti di maggior valore».

Visto il ripetersi dei fenomeni, Castellini ha dotato i due supermercati di articolati impianti di videosorveglianza, ma anche questi non sono sufficienti: «A Felina per esempio – prosegue – siamo partiti con 9 videocamere. Ora ne abbiamo 16, eppure dal mese di agosto ho subìto furti per più di 500 euro in bottiglie di liquori, ma non solo. Pochi giorni prima di Natale, un ragazzo è entrato nell’ufficio, che ha una porta che dà sul punto vendita, e ha rubato rotoli di monete per 500 euro. Anche nell’ufficio ho le videocamere, il furto è stato ripreso, sono andato dai carabinieri, ho fatto denuncia, ho consegnato le immagini, hanno riconosciuto l’autore, e il giorno dopo me lo sono ritrovato ancora nel punto vendita. Mi sono saltati i nervi: per fortuna un amico mi ha fermato subito, perché non era stato ancora individuato dalle forze dell’ordine. Comunque mi è stato detto che in ogni caso non riuscirò a tornare in possesso dei miei soldi. Forse lo rivedrò in tribunale, magari tra 5 o 6 anni, ma per riavere quanto mi è stato rubato non ho alcuna possibilità».

Anche i protagonisti di alcuni recenti furti di liquori, davvero consistenti, compiuti da gruppetti di tre persone che hanno agito in 4 minuti, passando dalle casse per acquistare oggetti di minimo valore e con le bottiglie nascoste negli indumenti, Castellini è riuscito a individuarli con le riprese, e anche a individuare l’auto e la targa con cui sono arrivati, «ma anche in questo caso – afferma – mi è stato detto che l’unica speranza per fermarli è che la prossima volta si riesca a coglierli in flagrante. Solo che io, come primo obiettivo, devo sempre avere la sicurezza dei clienti che frequentano il supermercato: anche se li vedessi in azione sul momento, al di là di chiamare i carabinieri, cosa posso fare? Chi mi assicura che queste persone non reagiscano in modo violento, mentre nel supermercato ci sono famiglie e bambini? Una di queste persone, che ha compiuto tra Felina e Casina più di un furto, è un uomo di grossa corporatura, con precedenti non solo per furto ma anche per aggressione».

Conclude Castellini: «Ho avuto modo di parlare di questa situazione anche con il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, e anche lui mi ha confermato che c’è un problema a monte, una legislazione che offre pochi strumenti di contrasto a questi fenomeni. Queste persone anche se vengono fermate, tornano fuori dopo massimo un paio di giorni. Io chiedo a chi di dovere che questi strumenti vengano cambiati, perché già oggi la maggior parte del mio lavoro, e non dovrebbe essere così, è di controllo e di guardia alle videocamere, e per installare un sistema anti taccheggio ci vogliono circa 20 mila euro e i nostri bilanci non se lo possono sobbarcare. Ho ingaggiato una guardia giurata, che viene per alcune giornate di forte affluenza, ma anche questo servizio, se dovessi pensare di averlo tutti i giorni, non ce lo potremmo permettere. Abbiamo le mani legate, e siamo anche bloccati dalla paura e dalla necessità di tutelare i nostri clienti e i dipendenti. Così non si può andare avanti».

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