«Il ministro Orlando sta snobbando questo processo»
REGGIO EMILIA. «Il tema vivo e concreto della necessità di affrontare a viso aperto il dibattimento così sentito dalla nostra cittadinanza, preoccupata per l’integrità del proprio tessuto socio-econom...
REGGIO EMILIA. «Il tema vivo e concreto della necessità di affrontare a viso aperto il dibattimento così sentito dalla nostra cittadinanza, preoccupata per l’integrità del proprio tessuto socio-economico, a Orlando appare un aspetto secondario rispetto al piano burocratico dei costi e delle aree di competenza».
Il resoconto dell’atteso incontro tra la senatrice reggiana Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo misto, e il Ministro della Giustizia è tutt’altro che positivo, stando alle parole della sentraice.
«Il ministero dichiara di non avere ricevuto alcuna richiesta e che non prenderà alcuna posizione finché non avrà in mano un progetto di allestimento, cosa cui sta lavorando il presidente del tribunale di Reggio Caruso in queste ore. Orlando si tira fuori anche dalle decisioni di spesa della Regione Emilia Romagna, puntualizzando che se l’ente di via Aldo Moro ha rivolto all’udienza preliminare la maggior parte delle risorse a disposizione, questo non li riguarda - evidenzia in una nota - Anche relativamente alle risorse per la sicurezza, Orlando alza le mani dichiarando che non è materia di sua competenza, ma che dipende dal Ministro dell’Interno. Una risposta che lascia basiti: garantire il diritto di mantenere Aemilia nella sua sede naturale può valere una telefonata al ministro Alfano, o è da ritenersi un’eccessiva invasione di campo?».
La senatrice passa, poi, al tema dei costi: «Minimizzando il concetto di giudice naturale sancito dal nostro codice, il ministero pare molto propenso a utilizzare il dibattimento Aemilia per sperimentare, tramite lo streaming, la dimensione virtuale dei processi che in questo modo potranno essere tenuti ovunque. Ciò significa che la costruzione della legalità come pratica concretamente vissuta passa in secondo piano rispetto alle esigenze di un risparmio presunto e di un’evoluzione tecnologica che ormai di innovativo non ha proprio nulla. Certamente più condivisibile è invece l’inclinazione manifestata da Orlando a finanziare opere che siano rivolte a strutture permanenti destinate a rimanere nella disponibilità degli enti che hanno pagato». E conclude: «L’amara sorpresa è constatare un ministero lontano anni luce dalla realtà dei fatti e della gente, un ministero che considera la legalità una risorsa quando deve condire i discorsi ufficiali, ma una palla avvelenata da rigettare nel campo opposto quando si tratta di agire concretamente. Come farà il dicastero della Giustizia a giustificare una tale freddezza e indifferenza dinnanzi agli sforzi dei tanti rappresentanti del territorio che si sono fatti parte attiva nel portare il processo a Reggio?».
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