Poiana uccisa a fucilate dentro l’oasi del Bianello
Quattro Castella: l’animale è stato trovato in fin di vita da due escursionisti Artoni (Lipu): «Hanno sparato a un animale protetto dove non si può cacciare»
QUATTRO CASTELLA. L’hanno trovato in fin di vita, a terra dentro l’oasi Lipu del Bianello, due visitatori che domenica scorsa avevano deciso di fare un’escursione in uno degli angoli più suggestivi della nostra collina reggiana. Si tratta di un esemplare di poiana, un rapace protetto.
Nonostante i soccorsi e le cure, l’animale è morto. E ora le lastre non lasciano dubbi sulle cause: è stato ucciso con una fucilata. Il grave episodio è successo qualche giorno prima del ritrovamento. Probabilmente, il rapace ferito è caduto a terra e lì è rimasto sino a che non è stato soccorso. Ma le sue condizioni erano già gravissime: quando è stato avvolto in un giaccone e portato sino al centro visite della Lipu, a Monticelli, era debolissimo, senza muscolatura pettorale e con l’ala destra chiaramente fratturata. Da lì è stato immediatamente trasferito al Centro di recupero animali selvatici “Croce alata” della Lipu, a Reggio Emilia. Qui è stato messo sotto una lampada calda e sono iniziate le iniezioni di zucchero per cercare di rimetterlo in forze.
Purtroppo le sue condizioni erano già compromesse e dopo qualche ora, il rapace è morto. Il sospetto degli operatori della Lipu, sin dal principio, era che l’animale fosse rimasto vittima di un atto di bracconaggio. Le lastre hanno confermato il sospetto: si vedono nitidamente sei pallini.
Il responsabile del centro visite di Bianello, Luca Artoni, è pronto a sporgere denuncia. «E’ un doppio atto vile – dichiara amareggiato – Qualcuno ha sparato in un’area protetta, dove non si può cacciare. Inoltre, è stato ucciso un animale particolarmente tutelato: alle poiane, come a tutti i rapaci diurni e notturni, non si può sparare né in un’area protetta, né fuori».
L’animale è stato trovato nella zona della rocca di colle Zane. Anche volendo ipotizzare che chi ha sparato non si trovasse nell’oasi, resta il fatto che è stato colpito un animale tutelato. E se poi volessimo credere che chi lo ha colpito lo ha scambiato per un altro volatile, dovremmo allora preoccuparci del fatto che ci sia in giro qualcuno armato che “sbaglia” la preda da colpire.
«Purtroppo – è la valutazione di Artoni – c’è ancora molta gente ferma a una mentalità medievale e che ritiene che certi animali siano nocivi. Ma non è così e i rapaci sono predatori fondamentali per il nostro ecosistema. Il bracconaggio è una piaga bruttissima: non è solo un problema di sensibilità, ma di legalità».
L’ultimo report Lipu rivela come l’Italia sia seconda nel Mediterraneo, dietro all’Egitto, per bracconaggio con oltre 5.600.000 volatili uccisi illegalmente all’anno. «Servirebbe anche un’area cuscinetto tra un’oasi e le zone di caccia. Al Bianello non c’è», conclude Artoni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
