Gazzetta di Reggio

Reggio

Cliente picchia il taxista e gli ruba l’incasso

di Enrico Lorenzo Tidona
Cliente picchia il taxista e gli ruba l’incasso

Prima le braccia al collo, poi le botte a terra. Claudio Zambonini, 72 anni, ha riportato ferite alle mani dopo due assalti

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REGGIO EMILIA. È stato assalito due volte nel giro di un paio di minuti dallo stesso uomo, un suo cliente, che quando è stato il momento di pagare la corsa del taxi si è rivelato una belva. Prima lo ha preso per il collo ed è scappato, poi è tornato alla carica e lo ha sbattuto a terra lasciandolo sulla strada sanguinante per poter scappare con 270 euro, l’incasso dell’intera serata.

Due violenti attacchi, il secondo andato a segno, avvenuti nella notte del 31 dicembre a Reggio ai danni di Carlo Zambonini, storico taxista di Reggio residente in città, capostipite di due generazioni di guidatori reggiani e che due notti fa ha vissuto la peggiore corsa della sua vita.

Il cliente, un ragazzo a quanto pare di origine africana distinto nei modi e che parlava fluentemente italiano, si è avvicinato alla Mercedes bianca di Zambonini verso le 23 di giovedì, chiedendogli di portarlo al cinema Rosebud. Una corsa come tante altre in una serata affollata di clienti, molti dei quali diretti alle feste di Capodanno in locali e case private. Ma la destinazione indicata dall’uomo salito sul taxi davanti alla stazione di piazzale Marconi, si è rivelata solo una scusa per mettere a segno un’efferata rapina, avvenuta in via Mutilati del Lavoro quando ormai mancavano pochi minuti ai festeggiamenti di fine anno.

Zambonini, 72 anni ed è in servizio sulle strade reggiane da oltre quarant’anni: per esperienza non è secondo a nessuno, «ma mai avrei pensato di subire una violenza del genere» dice con un attimo di commozione.

«Era un ragazzo di colore ben vestito che a un primo sguardo mi è sembrato a modo» racconta il tassista già al lavoro ieri nonostante le ferite alle mani e una fortunatamente più lieve al volto, riportate con la caduta e fasciate poi dai medici del Santa Maria dove si è recato in seguito alla rapina. «Mi ha chiesto di essere portato al cinema Rosebud e io l’ho fatto salire dal lato opposto rispetto al marciapiede. Era sera e non ho fatto troppo caso alla sua faccia». Il taxi bianco è quindi partito dalla stazione verso la Rosta Nuova, dove c’è il cinema comunale. «Siamo andati al Rosebud e il tassametro segnava 8 euro. Mi ha pagato e gli ho dato il resto. Mentre usciva mi ha detto di aspettarlo lì perché doveva incontrare il fratello e poi tornare in stazione. L’ho aspettato per cinque-sei minuti, non di più. Quando è risalito mi ha detto di dirigermi dietro la chiesa di Sant’Antonio, in via Wibiki, da dove abbiamo raggiunto poi via Mutilati del Lavoro. Era un posto che conosceva e che pensandoci ora aveva scelto con cura: buio e con poco passaggio: li mi ha improvvisamente aggredito».

Il tassametro stava salendo e aveva raggiunto gli 11 euro. Il passeggero non tradiva emozione, ma di li ha poco avrebbe rivelato le sue reali intenzioni. «Per pagare la corsa da 2 euro mi tira fuori delle banconote da venti euro costringendomi a prendere il mio portafoglio per il resto. Lui era seduto dietro e non appena ho aperto il portafoglio mi ha preso per il collo, stringendomi le braccia e immobilizzandomi. Mi ha stretto sempre più forte portandomi a sè con tutto il sedile». Un attacco fulmineo, che ha preso il tassista alla sprovvista. «Io mi sono difeso: allora lui mi ha strappato le chiavi della macchina dal cruscotto. Io ho cominciato a urlare e lui, forse per paura che arrivasse qualcuno, è scappato via».

La voce del taxista è risuonata per il quartiere. Alcuni vicini hanno subito allertato i carabinieri. «Intanto io mi sono ripreso - racconta Zambonini - il portafoglio non me lo aveva rubato e ho pensato che fosse andata bene così. Sono uscito dalla macchina e ho preso il telefono per chiamare il 112. Un paio di minuti e lui è tornato alla carica. Mi è arrivato addosso da dietro: mi ha preso, mi ha sbattuto a terra, mi ha tirato via il portafoglio strappandomi la tasca dal giubbotto, ferendomi le mani che ho usato per attutire la caduta, rompendomi gli occhiali da 400 euro e gettando lontano le chiavi del taxi. Ha fatto la malora. Spero solo che le telecamere della stazione aiutino il riconoscimento».

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