L’antiquario Camellini muore dopo l’operazione
Scandiano: aveva 67anni ed era ricoverato nella clinica Villa Hesperia di Modena Lascia due figlie che gestiscono il negozio di Sassuolo, oggi l’addio a San Ruffino
SCANDIANO. Esperto di antiquariato, viaggiatore, appassionato di Africa. Un uomo conosciutissimo in tutta la vallata del Secchia, che ha lasciato un segno importante a Scandiano. Mercoledì 30 dicembre è morto alla clinica modenese Villa Hesperia il 67enne antiquario Roberto Camellini, titolare dell’omonima galleria di Sassuolo, una delle più importanti a livello regionale e dell’intero Nord Italia. E volto noto per Scandiano, dove ha vissuto a lungo con la famiglia e dove ha iniziato la sua attività come antiquario. Al territorio scandianese era ancora molto legato, tanto da aver scelto come propria casa principale San Ruffino. E sarà proprio qui che questa mattina verrà officiato il funerale. La cerimonia verrà officiata alle 10.30 nella chiesa di San Ruffino, per proseguire al termine al cimitero locale per la sepoltura. Camellini si trovava a Villa Hesperia per un intervento ortopedico agli arti inferiori in programma nella mattinata del 30 dicembre. L’operazione era andata bene e la situazione sembrava tranquilla, ma poi è arrivato un malore – forse un improvviso problema cardiaco o circolatorio – e il 67enne è morto nel giro di poche ore nonostante l’intervento immediato dei medici. La notizia ha iniziato a circolare rapidamente fra Sassuolo, dove gestiva con le figlie Elena ed Elisa l’ormai storica galleria di via XX Settembre, e Scandiano, dove aveva ancora legami forti. Ed ha lasciato parecchia amarezza, perché nel periodo festivo i contatti con gli amici erano stati tanti e lo stesso Roberto appariva in buona forma e di buon umore anche in vista dell’intervento. La scomparsa è arrivata davvero come una mazzata dal nulla. Quella di Camellini è stata una vita avventurosa, in continua crescita professionale.
Nato nel modenese, dopo un breve tentativo nel calcio e i primi lavori come operaio ceramico, ancora giovane ha cercato di trasformare la sua grande passione per l’antiquariato in un lavoro, aprendo la galleria nel 1971 e diventando coi decenni uno dei principali riferimenti per il settore. Dopo il matrimonio si era trasferito a Scandiano, paese natale della moglie, e qui sono nate le due figlie Elena ed Elisa. Oltre vent’anni fa, dopo la separazione e la nuova relazione con l’attuale compagna Brunella Vandelli, era tornato a Sassuolo, pur senza tagliare tutti i ponti e anzi mantenendo costanti contatti con la sponda reggiana della vallata del Secchia.
Amante dei viaggi, ha girato a lungo per il mondo con numerose tappe in Africa, in particolare in Kenia dove si è anche impegnato in iniziative benefiche.
Alcuni anni fa, aveva voluto mettere nero su bianco la sua storia, dagli esordi avventurosi sino alla grande realtà consolidata odierna, e il risultato era il libro di Nunzia Manicardi “Amori, passioni e segreti di un grande antiquario”, uscito per le edizioni Il Fiorino.
Camellini era ormai un’istituzione sassolese e per tutto il comprensorio, una delle eccellenze nel settore dell’antiquariato e del restauro di mobili, arredi e opere d’arte, specializzato nel periodo fra il 1400 e il 1700. In questo ambito era considerato un’autorità a livello nazionale, e la galleria è sempre stata una presenza importante nelle principali mostre italiane ed europee, sia per mostrare la propria collezione sia i vari servizi di consulenze per restauri, arredamenti, perizie, stime e divisioni di beni. Con il passare del tempo le due figlie lo avevano progressivamente affiancato, Elena come responsabile della galleria ed Elisa nella gestione amministrativa dell’impresa. Roberto proseguiva comunque nel lavoro, non aveva mai mollato la presa da quella che prima che una professione era davvero una passione, senza mai scordarsi gli adorati viaggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
