Gazzetta di Reggio

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Nessun ferito dai botti ma tanti animali in fuga

Elisa Pederzoli
Nessun ferito dai botti ma tanti animali in fuga

A Reggio Emilia e a Correggio due cani sono morti investiti mentre scappavano impauriti. Si ripete la consueta "strage" di cassonetti: i teppisti ne hanno incendiati sedici

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REGGIO EMILIA. Nella città-capoluogo che ha detto no all’ordinanza anti-botti, nella notte di San Silvestro si è “sparato” e tanto.  Se per fortuna il bollettino che arriva dal pronto soccorso è positivo - non sono stati registrati infortuni dovuti all’utilizzo di micce e miccette - intorno alla mezzanotte i vigili del fuoco di via della Canalina e i colleghi dei distaccamenti hanno avuto il loro bel da fare per i consueti, e incivili, danni collaterali dovuti a coloro che non si sono solo divertiti a lanciare petardi per festeggiare il nuovo anno, ma hanno voluto amplificare l’effetto gettandoli nei cassonetti.
 
CASSONETTI A FUOCO. Risultato: 15 interventi tra Reggio Emilia e provincia per domare le fiamme che, inevitabilmente, hanno avvolto i pattumi. E’ successo in via Fratelli Rosselli, via Ruggero da Vezzano, via Mantegna, via Metastasio e qualche intervento è stato registrato ancora anche durante la giornata di ieri. In provincia, cassonetti in fiamme a Cadelbosco, Castellarano, San Polo, Rubiera, Calerno. Un altro anche nella giornata di ieri, in via Salandri. Uno “scherzo” che, va ricordato, diventa una spesa non indifferente per le casse di tutti i contribuenti, dal momento che la sostituzione di un solo cassonetto arriva a costare diverse centinaia di euro.
 
CENTRALINI ASSALTATI. Le centrali operative di vigili del fuoco, carabinieri, polizia e municipale durante le ore clou dei festeggiamenti come da tradizione sono stati presi d’assalto. Tra le segnalazioni anche quelle relative al fatto che i botti hanno attivato molto sistemi di allarme di abitazioni e ditte.Al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, sono stati una sessantina gli ingressi nelle prime ore del 2016.
 
ANIMALI INVESTITI. Ma ancora una volta si registra quanto gli animalisti che invocavano a gran voce ordinanze anti-botti prevedevano: numerosi smarrimenti di cani e gatti dovuti alla paura dei festeggiamenti.
In due casi, apprendiamo del triste epilogo per due animali. 
 
Il primo sulla tangenziale di Reggio Emilia, dove qualche ora dopo la mezzanotte la municipale è dovuta intervenire per l’investimento mortale di un cane. L’animale - pelo chiaro, di grossa taglia simil maremmano - è stato recuperato e nelle prossime ore si tenterà di accertare se sia dotato di microchip per poter comunicare al proprietario quanto avvenuto. Probabilmente, il cane si è allontanato a causa dei botti.
 
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Lo stesso destino che ha avuto purtroppo anche Gaia, una femmina di levriero Borzoi bianco arancio di 6 anni. La proprietaria ha lanciato subito l’appello per ritrovarla attraverso tutti i canali possibili, compreso Facebook. Il cane era in un giardino recintato con reti alte due metri, ha scritto, con tanto di cancello chiuso a Canolo. Ma evidentemente Gaia per la paura è riuscita a fuggire. Purtroppo, però, in tarda mattinata ieri è stata ritrovata morta, investita da un’auto. «Quel cane è vittima dei botti – si discuteva ieri sulla pagina “Se sei di Correggio” – spero che questo fatto accaduto nella nostra città faccia riflettere. E chiedo a chi li ha scoppiati se ne sia valsa la pena».
 
Una domanda che si impone in un Comune, come Correggio, dove la giunta non ha emesso un’ordinanza anti-botti ma ha optato per una campagna di sensibilizzazione. Tuttavia, molti cittadini hanno raccontato che nella centralissima via Cavour petardi e similari sono stati accesi e scoppiati lungamente.
 
SMARRITI E RITROVATI. Domande che si accavallano anche sul gruppo pubblico “Animali perduti - La catena reggiana su Facebook” dove dalle prime ore dell’alba di ieri e per tutta la giornata si sono accavallati appelli di smarrimenti di animali che si sono allontanati durante i festeggiamenti, ma anche e per fortuna anche annunci di ritrovamenti di cani trovati spaesati nelle stesse ore.
Dopo qualche ora, grazie al passaparola “virtuale” e all’impegno di forze dell’ordine, volontari e addetti dei canili in molti casi il lieto fine è arrivato. Altri attendono ancora.

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