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Anche dall’alta Lunigiana al Sant’Anna per partorire

di Adriano Arati
Anche dall’alta Lunigiana al Sant’Anna per partorire

Castelnovo Monti: la riorganizzazione ospedaliera riguarda anche la Toscana Mamme della provincia di Massa al punto nascite castelnovese a rischio-chiusura

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CASTELNOVO MONTI. Vale la pena chiudere un reparto che serve anche le famiglie toscane, oltre a un territorio vastissimo dell’Appennino reggiano? Con l’inizio del 2016 potrebbe avvicinarsi sempre più l’addio al punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, previsto all’interno del piano di riorganizzazione della sanità regionale che prevede la chiusura di diverse strutture dai numeri ridotti. Inevitabilmente, quelli delle zone meno popolate, quelle appenniniche.

Una scelta che nei mesi scorsi ha provocato una vasta mobilitazione. In questi giorni a cavallo dell’anno arrivano anche alcune nascite che donano nuova attenzione alla questione e che alimentano i dubbi e i timori di chi vorrebbe mantenere il punto nascite in montagna. Nuove frecce al loro arco, per così dire, e parecchia voglia di scoccarle alla svelta. Nel 2016 ancora non ci sono bimbe o bimbi, mentre l’ultima nata dell’anno a Castelnovo Monti si chiama Sofia, e i suoi genitori vivono a Ligonchio, uno dei paesi più isolati, per chilometri e per viabilità. Il parto è andato bene, ma in un periodo invernale che potrebbe anche regalare maltempo e neve intensa, già il trasferimento da Ligonchio a Castelnovo può risultare parecchio lungo e brigoso. Se poi da Castelnovo si dovesse allungare il percorso sino a Reggio Emilia, Scandiano o Montecchio, i tempi rischiano di dilatarsi a dismisura, perché con il maltempo anche 40 chilometri, se pieni di curve come quelli che collegano la montagna, possono diventare “lunghi”.

In una situazione clinicamente tranquilla, questo può non essere un grande problema; ma se ci fossero complicazioni, un’ora può fare la differenza, per la madre come per il neonato. Un altro dato interessante è quello dell’arrivo a Castelnovo Monti di diverse famiglie toscane che vivono nella zona più elevata della Lunigiana, in provincia di Massa, proprio al confine con il Reggiano (i due passi più comodi per il valico sono quelli del Cerreto verso Fivizzano e Aulla e quello del Lagastrello in direzione Pontremoli e Comano). Nei mesi scorsi alcune coppie massesi hanno scelto il Sant’Anna per far nascere il loro figlio. Per loro Castelnovo non è a una distanza molto maggiore rispetto a Fivizzano o Pontremoli, i due ospedali dell’area appenninica massese, e pure dall’altro versante del crinale vi sono riorganizzazioni, chiusure e cambi di priorità nelle strutture ospedaliere pubbliche. Una situazione curiosa, che racconta comunque di un’esigenza avvertita anche da giovani abitanti toscani per i quali, ad oggi, il Sant’Anna rappresenta la risposta migliore. E se pure nell’ospedale castelnovese dovesse venir meno il punto nascite, il problema potrebbe riverberarsi anche sul lato toscano. Piccoli e grandi casi che danno motivazione e cartucce a chi vuole mantenere il punto nascite, e si prepara all’ultimo tentativo.

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