I due nei guai per l’eroina restano in carcere
Le loro risposte non convincono il giudice. La Mobile indaga per individuare i destinatari della droga
REGGIO EMILIA. Sono rimasti in carcere i due di Matera – l’operaio agricolo 37enne Natalino Malvasi e l’artigiano edile 27enne Vincenzo Donadio – finiti nei guai il 30 dicembre per detenzione ai fini di spaccio di oltre un chilo di eroina.
L’ha deciso il gip Angela Baraldi che ha convalidato l’arresto ed accolto la richiesta del pm Giulia Stignani che coordina le indagini della Mobile.
Nell’udienza di convalida dell’arresto, sia Malvasi (difeso dal legale Fabrizio Pancaldi) che Donadio (assistito dall’avvocatessa Nicoletta Antonella Donadio) hanno risposto per oltre un’ora alle domande del giudice, ma le loro affermazioni (il più vecchio dei due ha detto di non saper nulla della droga poi trovata in una borsa) non devono aver convinto granché il magistrato che ha poi mantenuto in cella gli arrestati.
Sul caso le indagini sono tutt’altro che concluse: dovrebbe essere fatta una perizia tossicologica (per inquadrare qualità e principio attivo presente nell’eroina, il che avrà un peso sulla gravità dell’accusa), inoltre gli inquirenti vogliono capire chi doveva essere il destinatario – a Reggio – di quel quantitativo di eroina che sarebbe stato trasportato (due panetti e un involucri, nascosti in una borsa) in treno da Bari fino alla nostra città.
La coppia è stata individuata nella zona dell'Orologio, vicino ad un bar.
Addosso: cappellino, sciarpe, zainetto e una borsa voluminosa. I due erano troppo "vestiti", per una stagione non così fredda. Gli investigatori li hanno tenuti d'occhio per un po', osservandoli mentre si aggiravano nei pressi di un parcheggio, all'esterno di un parco, già teatro di numerosi furti sulle auto in sosta.
Il primo equipaggio della Squadra mobile ha chiesto il rinforzo di altri due equipaggi e quindi è scattato il controllo della coppia. I due, però, già da quel primo approccio hanno iniziato a mostrare un atteggiamento nervoso.
Troppo, per passare inosservato. Hanno spiegato di essere appena arrivati da Bari, esibendo il biglietto ferroviario che provava il loro arrivo via treno, per trascorrere a Reggio l'ultimo dell'anno.
I due, però, non avevano prenotato alcun albergo e hanno dimostrato di non conoscere nessuno in città.
A quel punto, è scattata la perquisizione.
Diverse le domande ancora senza risposta.
Nel lasso di tempo trascorso fra il momento in cui sono usciti dalla stazione ferroviaria e poi sono arrivati nella zona dell’Orologio, hanno avuto contatti con qualcuno? I due si sono divisi o sono rimasti sempre insieme?
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