Minacce all’assessore accertamenti mirati al mondo animalista
REGGIO EMILIA. Potrebbe essere maturata negli ambienti animalisti la lettera anonima minatoria poi inviata all’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti. Sarebbe questa la principale pista...
REGGIO EMILIA. Potrebbe essere maturata negli ambienti animalisti la lettera anonima minatoria poi inviata all’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti.
Sarebbe questa la principale pista investigativa, aperta ad accertamenti in tutt’Italia e non solo a Reggio, visto come si è ampliata, specie su Internet, la discussione spesso polemica sulla decisione della giunta di non emettere un’ordinanza anti botti per Capodanno. Dopo la denuncia presentata in questura dall’amministratore (che può aver “pagato” il fatto d’aver illustrato proprio lei il 18 dicembre in una conferenza-stampa la linea del Comune sui botti), il sostituto procuratore Giulia Stignani ha aperto un fascicolo – al momento contro ignoti – per minacce e le indagini sono affidate alla Digos. La lettera – un foglio bianco A4, scritto a computer, non firmato – era dentro una busta chiusa che è stata spedita nei giorni scorsi da Bologna, con indirizzo quello ufficiale relativo alla Maramotti ed al suo assessorato (e i primi a rendersi conto di quella missiva minacciosa sono stati gli addetti alla segreteria). Esplicita la minaccia: «Spero che i botti si ritorcano sulla tua famiglia. Sia fatta giustizia». Nei giorni precedenti l’arrivo di questa inquietante lettera, il Comune era dovuto intervenire via web per rispondere alle critiche, anche aspre, sollevate da animalisti o semplici amanti degli animali: «E’ totalmente falso e infondato dire che i botti si possono fare e intanto si multano i proprietari dei cani che abbaiano. Non è così. Nessun proprietario di cani viene multato a Reggio a Capodanno». Ma quanto pare non è bastato.
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