Il coraggio di realizzare le riforme
È una Reggio diversa quella che ci attende in questo 2016. La nostra provincia passerà da 45 a 42 Comuni, con 4 enti che lasceranno spazio a un nuovo soggetto politico-amministrativo, il Comune di Ventasso, che in primavera vedrà finalmente la luce coronando il partecipato e coraggioso percorso di innovazione istituzionale intrapreso da amministratori e cittadini di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. E nel 2016 si giocherà una partita decisiva anche per altri 3 Comuni, dopo che i Consigli comunali di Sant’Ilario d’Enza, Gattatico e Campegine, guidati dai rispettivi sindaci, hanno avviato l’iter verso la fusione.
Nella sua nuova veste di “casa dei Comuni”, la Provincia di Reggio Emilia segue e sostiene tali sforzi, nella convinzione che sia la strada giusta da seguire. Sta qui, infatti, il massimo contributo che le istituzioni possono offrire per meglio rispondere ai bisogni della comunità.
Le istituzioni reggiane stanno così prendendo in mano le redini del proprio destino, tentando di interpretare al meglio i profondi mutamenti degli ultimi anni. Da un lato comunità da amministrare modificate a livello demografico ed economico, che ci consegnano sempre nuovi bisogni e domande; dall’altro, la necessità di coniugare la capacità di rispondere a vecchie e nuove istanze nonostante la forte contrazione della possibilità di spesa pubblica, soprattutto per gli Enti Locali.
Pur nell’incertezza del periodo che viviamo, credo sia questo il miglior messaggio che l’anno appena concluso ci ha consegnato e che sta a noi proiettare nel futuro: un messaggio di positività e pragmatico ottimismo, generato da amministratori e comunità capaci di elaborare soluzioni dal basso, dal contesto locale, che rispondano al meglio a dinamiche nazionali e globali preparando la risposta ottimale ai bisogni di famiglie e imprese, anche a costo di cambiare … le carte geografiche!
Il 2016 sarà, tra l’altro, l’anno del referendum confermativo delle riforme costituzionali: uno snodo fondamentale nella storia della nostra Repubblica, al quale la nostra comunità deve arrivare preparata e consapevole. Verso quel traguardo, proseguirà nel suo cammino di riforma la stessa Provincia di Reggio Emilia, chiamata ad affrontare - nel solco tracciato dalla Legge Delrio e dalla Legge regionale 13/15 - il secondo tempo di un riordino che deve portarci alle “aree vaste”: un nuovo soggetto politico-amministrativo ancora tutto da delineare nei perimetri, ma soprattutto in quello che dovranno rappresentare nella sostanza.
Si tratta di una occasione molto importante per riavvicinare le istituzioni alla necessità di efficienza da tempo ormai espressa dai cittadini.
Da parte mia - e credo che il difficile, ma positivo 2015 possa testimoniarlo - il coraggio di riformare c’è. È questa la strada da percorrere, anche in ambiti non strettamente istituzionali. Penso agli enti culturali del territorio, che dovranno essere messi in condizione di conservare il tanto che Reggio Emilia ha generato nel tempo e di ridefinire il palinsesto complessivo della nostra proposta culturale. L’obiettivo è una ‘polarizzazione funzionale’ che porti all’aggregazione o almeno a una più stretta sinergia tra enti operanti in comparti prossimi come, ad esempio, i Teatri e la Danza.
E’ questa la sfida che attende Reggio Emilia nel 2016 e che, oltre alle istituzioni, vede impegnati anche associazioni di categoria, sindacati, la cooperazione, il sistema sanitario. Perché la sfida è globale, ma può essere affrontata positivamente solo con l’impegno di tutti. Coinvolgendo l’intero sistema territoriale, nel segno di quella unità espressa dal Tricolore che ci accingiamo a celebrare e con la serenità di chi è convinto che ogni cambiamento può essere un’occasione per crescere.
Presidente della Provincia di Reggio Emilia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
