Gazzetta di Reggio

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L’antica Pieve di San Polo in degrado, appello per il salvataggio

di Martina Riccò
L’antica Pieve di San Polo in degrado, appello per il salvataggio

Lo storico edificio matildico, le cui origini risalgono attorno al Mille, era stato sottoposto a restauri e poi nuovamente chiuso per il terremoto

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SAN POLO D’ENZA. «Che futuro ha? La distruzione, forse». È la domanda – disperata più che retorica – che un cittadino, Domenico Giannantonio, si è posto quando si è trovato davanti alla pieve di San Polo, ormai ridotta a rudere dal tempo e dall’incuria dell’uomo. «Ammetto – racconta – di aver “scoperto” questa antichissima testimonianza del passato matildico reggiano, e per estensione italiano, per puro caso, leggendo un trafiletto su un settimanale nazionale di qualche mese fa (“Panorama”, se non erro) che la poneva tra i primi dieci luoghi storici più interessanti d’Italia oggi abbandonati».

Troppo forte è stata la tentazione di vederla dal vivo: Giannantonio si è quindi diretto fuori Reggio e ha iniziato a vagare per le campagne tra San Polo e Bibbiano finché le parole del settimanale non hanno avuto conferma.

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«La pieve – dice, amareggiato – è di fatto in stato di abbandono e con essa i suoi tesori. Mi sono documentato per capire che cosa possa contenere, dato che non vi sono mai entrato: affreschi medioevali, una cripta (la pieve di San Polo sembra essere stata una delle prime chiese dell’anno Mille ad averne una) e vestigia antichissime sotto strati di storia. A guardarla da fuori, così malmessa, piena di crepe sismiche, trompe l’oeil sbiaditi dal tempo e dall’incuria, e lapidi rimosse fa porre delle domande: se è vero, da quanto ho potuto capire leggendo sul web, che anni fa fu sottoposta a inutili (visti i risultati odierni) restauri, perché è ridotta così? Colpa del terremoto del 2011 o forse era un rudere anche prima? C’è qualche ente pubblico che se ne stia prendendo cura? Non sembra. Non esistono finanziamenti europei di cui usufruire – continua a chiedersi, con sempre maggiore foga – per restituirla al degno livello storico architettonico che merita? O non è così importante? La festa dei 900 anni dalla morte Matilde – conclude laconico Giannantonio – non le ha portato alcun beneficio, evidentemente».

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