E’ morto lo storico gestore del “Domino”
Armando Barozzi aveva 93 anni, nel 1976 aprì la discoteca di Albinea in voga negli anni ’80 e ’90
ALBINEA. Ha fatto ballare e divertire migliaia di reggiani, per i quali non era soltanto il gestore della discoteca ma un amico, per non dire un fratello maggiore o un padre. Armando Barozzi, detto Nino, storico titolare del Domino di Albinea, chiuso alla fine degli anni Novanta, si è spento a 93 anni. Se n’è andato in sordina, lasciando nel dolore la moglie Carla Zaghini, con la quale si era trasferito a Quattro Castella, e i figli Stefano e Cristian, che a suo tempo lo avevano affiancato nella gestione del locale.
I funerali sono stati celebrati ieri nella cappella dell’obitorio dell’ospedale di Reggio Emilia, in forma privata, perché – come ha scritto il figlio Cristian su Facebook, dove ha tracciato uno splendido ricordo del papà – «abbiamo voluto celebrarlo così, senza tanto clamore: era un suo desiderio. Era un uomo a cui piaceva celebrare la vita non la morte, un uomo da feste in discoteca non da funerali».
«Te ne sei andato in una fredda notte di gennaio – scrive Cristian nella lettera al papà postata sul proprio profilo e rilanciata sul gruppo “Sei di Albinea se...” – La ruota del tempo ha compiuto un giro intero, la tua vita è stata lunga e piena: sei stato un atleta impavido e un giovane tenore, un partigiano in tempo di guerra e un brillante imprenditore, un marito e un meraviglioso genitore. Hai creato e gestito un locale che ha regalato emozioni a migliaia di persone: di sicuro non sei passato inosservato da questo mondo e la tua permanenza lo ha reso un pochino migliore. Hai affascinato la vita a tal punto che, nonostante il tuo cuore malandato, non voleva più lasciarti partire...
Da te ho imparato più di tutto il coraggio: il coraggio delle proprie azioni, il coraggio di essere se stessi; ho imparato il coraggio dall’uomo più coraggioso che abbia mai incontrato, un piccolo grande uomo che non ha mai temuto nulla, nemmeno quella fanciulla di nome morte che è venuta a cercarlo nell’ultimo viaggio della tua vita....
Adesso cavaliere ti puoi finalmente riposare nell’infinito. Ciao papà, i battiti del tuo cuore questa volta si sono fermati per sempre ma non ti preoccupare, per sempre batteranno nei nostri».
Il Domino, chiuso nel 1999, è stato una delle discoteche più amate dai reggiani degli anni ’80 e ’90: lì i clienti erano di casa, venivano accolti da Armando Barozzi sempre con un sorriso sulle labbra e quasi accompagnati all’interno, proprio come farebbe un gentile signore facendo accomodare gli ospiti in casa propria.
Il locale fu aperto nel 1976: fino a quel momento Barozzi aveva gestito un calzificio, che gli aveva dato non poche soddisfazioni, tra le quali la carica di “cavaliere del lavoro”. In seguito decise di chiudere con l’industria e di entrare nel mondo dello spettacolo.
Il locale si fece subito largo nel panorama dell’intrattenimento, vuoi perché allora c’era ancora voglia di divertirsi senza troppe pretese, o perché “Nino” ci sapeva proprio fare con la gente. Barozzi era sempre cortese e pronto a esaudire i desideri di tutti i clienti, sempre attento a proporre ciò che la gente amava vedere e ballare: lo spettacolo di magia, le pause di liscio, il cabaret e, per tanti anni, la musica da discoteca. Un mix perfetto, che alla metà degli anni Ottanta ha permesso al Domino di diventare uno tra i locali più frequentati di Reggio e provincia.
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