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In sinagoga a Reggio Emilia contro i gadget fascisti

In sinagoga a Reggio Emilia contro i gadget fascisti

Il parlamentare Fiano del Pd presenterà la legge per introdurre il reato di apologia nel codice penale

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REGGIO EMILIA. Ogni tanto spuntano fuori. Accendini, portachiavi, ferma carte e gadget vari, con motti e immagini inneggianti al Fascismo, che prolificano soprattutto nei mercatini creando ogni volta non poche polemiche. Come avvenuto ad esempio anche lo scorso ottobre, quando la Coop aveva messo in vendita alcuni calendari del Duce in diversi supermercati di Reggio Emilia e provincia, sollevando subito un polverone. I calendari sono stati immediatamente ritirati.

E la Regione era corsa subito ai ripari, attraverso una mozione del Pd – sottoscritta anche dai gruppi di Sel e de L’Altra Emilia-Romagna – nella quale si invitava la Giunta ad attivarsi perché il reato di apologia del fascismo venga integrato e inserito nel codice penale, prevedendo la repressione di reati specifici legati alla riproduzione di atti, linguaggi e simboli del nazifascismo.

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Argomenti che saranno anche al centro di un incontro in programma nella Giornata della Memoria, sabato 23 gennaio alle 17, in sinagoga a Reggio Emilia. Un evento organizzato da Istoreco in collaborazione con il Coordinamento provinciale Antifascista, al quale parteciperà il parlamentare Pd, Emanuele Fiano, promotore di una proposta di legge, la numero 3343, che chiede un’integrazione al Codice penale relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazista. In sostanza, si chiede l’introduzione di un nuovo reato attualmente non inserito nel Codice penale, introducendo l’articolo 293-bis e aggiornando la legge Scelba del 1952, che vieta l’apologia di fascismo.

“Contro la banalizzazione della storia: una legge sul saluto romano e i gadget fascisti”, il titolo dell’iniziativa. «Saluti romani in pubblico, gadget fascisti e nazisti, dai calendari ai vini – si legge nell’invito – Un problema che si ripresenta ciclicamente, e le numerose denunce fatte in molte città ad oggi non hanno risolto il problema. È necessario studiare e informare ma anche fermare questa banalizzazione dei crimini nazifascisti».

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Sul tema in Parlamento sono due le proposte di legge targate Pd. Non solo quella di Fiano, che di fatto chiede l'inserimento del reato di propaganda del regime fascista e nazista nel codice penale, previsto ora solo per legge.

Ma anche quella dei deputati romagnoli Lattuca, Di Maio e Arlotti, che invece ha l’obiettivo di rendere esplicitamente illegale la produzione e vendita di oggetti, gadget e souvenir fascisti.

Fiano ha annunciato il suo disegno di legge lo scorso agosto, a margine della commemorazione della strage di piazzale Loreto del 10 agosto 1944: «Non basta la memoria di chi, come noi e migliaia di milanesi - aveva affermato Fiano – perpetuano il ricordo dell’antifascismo e dei suoi martiri. Bisogna stare attenti, anche oggi». (e.spa.)

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