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Morte di Devis Franzini, le indagini incastrano uno spacciatore

Morte di Devis Franzini, le indagini incastrano uno spacciatore

Guastalla: i carabinieri ritengono il nordafricano un pusher non di secondo piano. Chiesto il carcere in vista del processo, ma il gip l’ha solo allontanato dal paese

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GUASTALLA. Da un anno e mezzo si indaga sulla morte del guastallese 42enne Devis Franzini, anche perché l’autopsia ha rivelato che ad ucciderlo è stata un’overdose di eroina.

I carabinieri – coordinati dal pm Giacomo Forte – hanno imboccato in questi mesi la strada di una grave accusa, cioè la morte come conseguenza di altre reato, in quanto il pesante sospetto è che il 42enne fosse stato stroncato da una dose di eroina “tagliata” male (a Bologna, purtroppo, ciò è accaduto molte volte negli ultimi anni, mietendo parecchie vittime fra i tossicodipendenti, ma anche la nostra provincia non è stata risparmiata da questo tragico fenomeno).

E le indagini non sono riuscite ad identificare con certezza chi avrebbe fornito l’eroina letale, ma ugualmente un importante risultato l’hanno ottenuto, dando un volto ad uno spacciatore nordafricano che per gli inquirenti ha non pochi clienti a Guastalla (fra cui, purtroppo, anche Franzini). Un pusher non di secondo piano per la piazza guastallese e per lui il pm Forte ha chiesto la misura cautelare in carcere, non accolta però dal gip che ha ritenuto non così delicata la posizione del nordafricano, allontanandolo comunque da Guastalla. Una misura restrittiva in attesa che venga celebrato il processo a Reggio.

Le indagini erano partite il 16 luglio 2014 nell'abitazione - a Pieve - in cui il 42enne, intorno alle otto di mattina, era stato trovato morto dall'amico che quella notte l'aveva ospitato. Alcune ore prima Devis era giunto in quella casa e aveva chiesto all'amico di sdraiarsi, di poter dormire lì, probabilmente non si sentiva bene. Nel sonno la crisi fatale. Inutile l'intervento d'urgenza di un'ambulanza della Crose Rossa e dell'automedica.

I carabinieri hanno poi ricostruito con certezza frequentazioni e ambienti in cui si muoveva il 42enne, conosciuto da tutti come "Pego". E in caserma sono state sentite una decina di persone: non solo amici e conoscenti di Devis, ma anche baristi guastallesi. Da quanto era "trapelato", i militari avevano infatti effettuato, senza dare nell'occhio, dei sopralluoghi in alcuni locali di Guastalla per "studiare" con attenzione clientela e discorsi, per capire se qualcosa di sospetto sia accaduto o possa continuare ad accadere negli esercizi pubblici frequentati da Franzini. Poi la svolta.

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